Fondazione Lavoratori Officine Galileo

Film Etnomusicale 2005

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 XXIII Edizione 

Festival del Film Etnomusicale

Traditional Music Film Festival

 Festival du Film de Musique du Monde

 ARENA ESTIVA POGGETTO

18-23Giugno 2005                              Via M. Mercati 24/B    Firenze

 

 

« MusicaNera,

tra resistenza e diaspora»

        

Quando si parla di “musica nera” ci si riferisce generalmente a stili e generi musicali estremamente diversi fra loro, ma con una matrice comune: la loro origine africana. È dall’Africa, infatti, che provengono non solo le radici del blues, del jazz, del gospel e degli spiritual, ma anche di gran parte della musica caraibica e latinoamericana (incluso il reggae e l’hip-hop), pur se molti di questi figli la madre Africa non l’hanno mai conosciuta.

Si potrebbe dire che la musica nera oggi sia il risultato di una diaspora cominciata agli inizi della schiavitù dei neri africani e proseguita con l’immigrazione, che ha portato alla diffusione di un’attitudine musicale "nera" in tutto il mondo. Il jazz nacque come musica degli schiavi africani in America, per divenire, di generazione in generazione, una musica tipicamente americana, ma "nero-americana". Lo stesso discorso vale per la musica cubana e brasiliana, due mondi sonori che manifestano ognuno un caleidoscopio di ritmi e sonorità molto eterogenee, ma che condividono una comune matrice africana.

 

Le diverse forme musicali riconducibili ad una cultura "nera" hanno giocato un ruolo di fondamentale importanza nella società contemporanea: tutte ricollegabili alla sofferenza della gente nera, queste musiche hanno rappresentato un importante simbolo identitario per un popolo che ha subìto, e che in gran parte continua a subire, le ingiustizie della civiltà bianca dominante. Da Mahalia Jackson a Bob Marley, da John Coltrane a Max Roach, dagli schiavi nei campi di cotone alle star del blues, tutti hanno cantato e suonato per la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, impegnandosi spesso anche in prima persona nelle battaglie per la libertà. Le musiche della diaspora africana continuano anche oggi a trovare nuove rotte per quello che fin dall’inizio è stato un viaggio di resistenza e di liberazione.

 

Resistenza e diaspora nera, espressi in forma simbolica tramite la musica, sono i temi che percorrono l’intera programmazione della XXIII edizione del Festival del Film Etnomusicale, che, dopo tre anni, ritorna all’Arena Estiva del Poggetto e avrà per titolo “Musica Nera: tra resistenza e diaspora”. In programma film e video documentari che focalizzano l’attenzione dello spettatore sul rapporto tra musica (africana e afroamericana) e società, sulla musica come forma identitaria e simbolo della protesta e del movimento di lotta per i diritti civili, sulla musica come espressione artistica e culturale. In cartellone figurano filmati su personaggi che, opponendosi alla dittatura militare, hanno cantato la libertà come Fela Kuti in Nigeria (“Fela Kuti: Music is the Weapon”) e Gilberto Gil e Caetano Veloso in Brasile (“Brasile: la rivoluzione tropicalista”);  due documentari riguardano il Sudafrica: “A Lion’s Trail” narra la ‘vera’ storia della canzone africana più popolare e diffusa nel mondo ‘Mbube’ il cui successo internazionale ha fatto la fortuna delle major discografiche mentre il suo autore è morto in miseria; “Amandla!” narra la storia della musica di liberazione dei Neri del Sudafrica e ne sottolinea il ruolo centrale nella lunga lotta contro l’apartheid. A Cuba sono dedicati due lungometraggi, il primo (“Musica cubana”) guarda alla musica cubana come riflesso delle vicende sociali, culturali e politiche della storia dell’isola, l’altro (“When the Spirits Dance Mambo”) si focalizza sulle religioni sincretiche afrocubane come forma di resistenza culturale.

 

 

 

 

                                                                       Il Direttore Artistico                   vedi PROGRAMMA                                                                   

                                                                                    Leonardo D’Amico

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