Fondazione Lavoratori Officine Galileo

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SABATO 9 GIUGNO

 "NELLA CASA DEGLI YANOMAMI"

Vita tra gli indios della foresta Amazzonica

Nello storico momento della demarcazione delle terre indigene, Tito Rosemberg registra la cacciata dei cercatori d’oro, e ha la possibilità, quanto mai rara, di convivere con gli indios Yanomami nella regione di Roraima, nell’ Amazzonia brasiliana.

Il gesto quotidiano nella preparazione del cibo, nella lavorazione delle amache, nella caccia, nelle relazioni interpersonali, nella pittura corporea, si integra all’evento straordinario, sempre sottolineato al canto.

Così avviene nella festa della pupunha, dove il canto accompagna la danza, nella morte, con il lamento funebre delle donne, nell’arrivo inaspettato di un dolore, con il canto dello sciamano, nel momento dell’abbraccio tra due amici. Il dialogo ritmico tra lo sciamano e un ragazzo, unico superstite di un villaggio vicino decimato dalla malaria portata dai minatori, è, anche per il suo carattere di straordinarietà, il punto più alto dell’opera. L’incontro diventa drammatizzazione e reiterazione dell’evento, fino a purificarsi, al limite dell’alterazione della coscienza, in conso-lazione e conforto, attraverso il canto, i gesti, il fremito dei corpi, l’abbraccio, l’accoglienza.

  

"YEMANJA, MITO E DESIDERIO"

Il culto della dea del mare a Bahia

‘ Madre i cui figli sono pesci’, magna mater africana che governa sesso e parto, sirena mediterranea dai lunghissimi capelli neri , bionda sirena nordica, Madonna sinuosa vestita di onde, madre e amante di tutti i pescatori di Bahia : Yemanjá è il mistero del femminile profondo, in cui mito e desiderio s’incontrano. Il culto di Yemanjá , oggi popolarissimo in Bra s i l e, è di origine egba , una popolazione di lingua yoruba che abitava la regione tra Ifé e Ibadan in Nigeria. Arriva a Bahia, con la tratta degli schiavi e, anche per il fatto di aver protetto i suoi figli nella traversata , trova un posto d’onore nel culto degli dèi -orixás, raccogliendo su di sé, nel più interessante esempio di polisincretismo religioso di Bahia, una iconografia tra le più variegate. Alla base stessa di questa religione cosiddetta di possessione si trova un tema mitico: la discesa degli dèi che, per nostalgia della danza (del tempo in cui il mondo degli dèi e quello degli uomini comunicavano tra loro), vengono ad incarnarsi nei corpi dei devoti. Il mito si fa carne richiamato dalla musica e dal desiderio degli iniziati di essere altro da sé, o meglio di portare alla superficie strati rimossi o trascurati della personalità , che chiedono accesso all’espressione. Nella festa corale dedicata ogni 2 di febbraio alla dea del mare, in una girandola di danze, di fiori e profumi , tutti portano un dono a Yemanjá, e nel momento della consegna tra onde, esprimono un desiderio individuale : immense ceste prendono il largo stracolme dei desideri dell’intera città. In questo giorno i miti della madre africana e della sirena , si intrecciano e trovano sbocco nella danza delle onde che si produce nel corpo di quanti nel contempo desiderano , accolgono e svelano la loro Yemanjá .

  

"SAO PAULO SAUDADE DO FUTURO"

Dall’altezza vertiginosa dei grattacieli in costruzione alla profondità della metropolitana, dagli incontri politici alle feste da ballo più popolari, possono essere giornalisti, sindaci o tassisti, i Nordestinos ci fanno conoscere la "loro" San Paolo, una delle più grandi città del mondo con i suoi 16 milioni di abitanti. Sono emigrati a San Paolo, nel Sud del paese, per fuggire la siccità del Nord o per fare fortuna, o semplicemente a lavorare perché il "magico Sud" detiene la maggior parte delle attività economiche ed industriali del Brasile. Con una chitarra o un tamburo, come nelle vita quotidiana di un redattore, i Nordestinos improvvisano sul posto rime e poesie cantate, traendo ispirazione dalle sollecitazioni e le problematiche del pubblico presente. "Saudade do Futuro" prende in prestito gli occhi dei Nordestinos per guardare SanPaolo e le loro voci per cantare la città. La cacofonia urbana si mischia con la musica e i repentes, improvvisatori precursori della musica Rap, raccontano la megalopoli sudamericana con umorismo e rime baciate. Non un filmato sulla loro povertà né sull’emarginazione di cui sono ancora vittime, ma uno sguardo alla ricchezza della loro cultura, alla loro straordinaria capacità di adattamento e alla indomabile saudade nel futuro, con la speranza che da lì verrà la soluzione di tutti i loro problemi.

 "Gran Premio del Pubblico" – Rencontres Internationale de Cinéma à Paris 2000

 

DOMENICA 10 GIUGNO

 "FE’"

"Fé" (Fede) è un film documentario che tratta della religione e della fede nel Brasile di oggi. Il principale soggetto è il significato e l’uso della fede da parte del popolo brasiliano. Mostra grandi cerimonie religiose e alcuni dei più importanti rituali delle differenti religioni e sette presenti in Brasile e dei loro adepti. "Fé" è un film di ricerca e documentazione, trattandosi di una visione impressionistica della religione e della fede in Brasile. L’autore parte da un concetto di base: la religione non è l’oppio dei popoli. La fede ha un significato fondamentale per i Brasiliani e la sua presenza è più incisiva di quanto sembri. Per meglio comprendere il Brasile e i Brasiliani è necessario andare oltre i pregiudizi e vivere profondamente la religione e la fede del popolo.

 "Miglior Documentario" – Biarritz Film Festival

 

"ORIKI"

Una festa tradizionale di Yemanjà, la regina del mare, è il leitmotiv di questo cortometraggio. Con un linguaggio a metà strada tra il poetico e il documentaristico, il film osserva la devozione delle figlie del santo e i pescatori della spiaggia di Rio Vermelho. Il testo poetico e musicale, dedicato agli Orixà, è cantato e declamato da Caetano Veloso e Arnaldo Antunes.

L’intenzione dell’autore non è quella di spiegare lo sviluppo del rito, bensì il misticismo popolare brasiliano attraverso la rappresentazione dei simboli del candomblé. Il film potrebbe essere descritto come "un poema di suoni e visioni".

 

LUNEDI 11 GIUGNO

 

"PIERRE FATUMBI VERGER. MENSAGEIRO ENTRE DOIS MUNDOS"

Filmato sulla vita e l’opera del fotografo ed etnografo Pierre Verger, narrato e presentato da Gilberto Gil. Dopo aver viaggiato per il mondo come fotografo, Pierre Verger, si è radicato a Salvador, Bahia , nel 1946 dove ha passato il suo tempo a studiare le relazioni e le influenze culturali tra Brasile e Golfo di Benin, in Africa. Tra i suoi diversi lavori si evidenziano "Fluxo e Refluxo" , sua tesi di dottorato per la Sorbona, e il libro "Orixas da Bahia". Integralmente filmato in pellicola con locations in Benin, Parigi e Salvador, "Mensageiro entre dois mundos" include l’ultima intervista concessa da Pierre Verger (filmata un giorno prima della sua morte, nel febbraio del 1996), esteso materiale fotografico e testi prodotti da Verger durante la sua vita.

 

"FILHOS DE GANDHY"

Documentario sulla storia dell’associazione culturale e gruppo di Carnevale bahiano, "Filhos de Gandhy". Il film descrive la traiettoria del gruppo dalla sua fondazione nel 1949 ai giorni d’oggi, incluso la sfilata commemorativa del suo Cinquantenario durante il Carnevale del ’99.

Il programma contiene scene filmate in India, con una sfilata dell’ensemble per le strade di Udaipur, e interventi sulla figura del Mahatma Gandhi, il leader spirituale e politico a cui i fondatori del bloco si ispirano.

Oltre la storia del gruppo, il documentario affronta l’importanza e il significato della politica della non-violenza professata da Gandhi.

 

 

MARTEDI 12 GIUGNO

 

"CARLINHOS BROWN. BAHIA BEAT"

Salvador de Bahia. È qui, in una delle favelas ai bordi della città, che abita Carlinhos Brown. La camera lo segue nei luoghi della sua quotidianità: la scuola di percussioni che ha creato per i bambini della bidonville, il caffè dove si ritrova con gli amici, lo studio dove lavora. Canta e suona con un giovane rapper, dialoga tramite tamburi con il suo maestro, il percussionista Pintado do Bongo. "Qui non ci sono soldi, e allora suoniamo sui bidoni".

Ha creato uno stile brasiliano impregnato della "terra rossa di Bahia" ma anche delle radici africane e giamaicane, un ritmo coinvolgente, come dimostrano le scene del concerto che ha tenuto a Salvador de Bahia davanti a 50.000 persone scatenate.

  

"MARIA BETHANIA DO BRASIL"

Con questo filmato, il regista Hugo Santiago intraprende un doppio viaggio: un Argentino ritorna nel suo paese alla ricerca dei suoi amici di Bahia. Mentre il lavoro, i dischi e la carriera della grande stella brasiliana sono ben conosciuti, gli inizi, la formazione, i suoi primi anni, sono ancora avvolti in un alone di mistero e di leggenda. Incrociando luoghi ed epoche, il film ricerca le origini della voce e dello stile di Maria Bethânia; guidato dalla cantante, insieme a Caetano Veloso, Chico Barque e il grande Gilberto Gil, il regista esamina il contesto del Nord Est. Rio de Janeiro, Salvador de Bahia, la natura, la tradizione e l’arte barocca…un viaggio sia verso le origini della musica che dello stesso popolo brasiliano.

Nella casa di famiglia a Santo Amaro, il film finisce per parlare dell’infanzia di Maria Bethânia e dell’energia misteriosa dalla quale la musica si irradia.

 

MERCOLEDI 13 GIUGNO

"CHICO, OU O PAES DA DELICADEZA PERDIDA"

Uno show prodotto nel 1990 per celebrare i 25 anni di attività di Chico Buarque offre l’opportunità a Walter Salles per una riflessione sul Brasile contemporaneo.

Nei testi delle canzoni di Chico sono affrontati vari problemi del paese, uniti al gusto ed al grande fascino delle interpretazioni del cantante carioca. Ospiti di Chico sul palco, Gal Costa e Gilberto Gil. I brani filmati da Salles sono stati scelti dallo stesso Chico per rappresentare in maniera unitaria la sua carriera.

 

"BOSSA NOVA"

Questo documentario è stato il primo a raccontare la storia della Bossa-Nova. Articolato attorno a due figure preminenti di questo genere, JOAO GILBERTO e ANTONIO CARLOS JOBIM, il film traccia anche con l’aiuto di numerosi filmati d’archivio, la storia di una musica che in breve tempo diventerà una delle più popolari al mondo. Con " The Girl from Ipanema", "Corcovado" o "Zingaro" è nata una nuova espressione musicale; trent’anni più tardi i due musicisti si ritrovano e danno una serie di concerti memorabili, dei quali possiamo vedere lunghi estratti.

 

GIOVEDI 14 GIUGNO

"BAHIA, ‘ROMA NEGRA’"

Piccola storia del samba

Roma come Bahia, è quanto pensarono gli organizzatori di un festival che nell’agosto 1983 trasformò la capitale italiana in un centro del ritmo e del samba. A Roma c’erano gli straordinari protagonisti della scena bahiana, il poeta Dorival Caymmi e la voce della bossa-nova Joao Gilberto, il sambista Batattinha ed i giovani tropicalisti Caetano Veloso, Gilberto Gil e Gal Costa, pronti ad invadere una città con la loro musica , per una messa in scena di fasi differenti della vitalità artistica bahiana. Il film è un omaggio partecipe e un diario appassionato di un’esperienza unica e contagiosa di gioia ed euforia.

Filo conduttore del filmato è la storia del samba tracciata dal musicologo brasiliano Sergio Cabral.

 

"CAETANO, 50 ANOS"

Caetano Veloso è uno dei protagonisti più originali ed autorevoli del rinnovamento musicale brasiliano dalla fine degli anni ‘60. Cantante e compositore, ma anche regista di cinema, giornalista e scrittore, Caetano è, contemporaneamente, l’erede naturale rispettoso della tradizione sonora del Brasile, ed un artista cosmopolita e poliedrico, attento al nuovo, con una musica sempre, e profondamente, calata nel reale. Nato a Santo Amaro, nello stato di Bahia, Caetano si avvicinò alla musica con la scoperta di Joao Gilberto, la "voce" della bossa-nova, il musicista che definiva una nuova dimensione per l’interprete con un canto appassionante e rarefatto. Joao conquistò il giovane bahiano che proprio nella vitalità della tradizione, nel suo costante divenire, rintracciò la possibilità di arricchire la sua musica di ogni stimolo senza perdere il contatto con il passato. Il documentario fa parte di una serie di cinque parti che commemora i 50 anni di Caetano Veloso tra cui lo spettacolo "Circuladô". La serie è stata trasmessa dalla Rede Manchete nell’agosto del 1992, ed è stata ricevuta dalla critica come la più importante produzione dell’anno.

 

VENERDI 15 GIUGNO

 "ORFEU"

Moderno adattamento della leggenda mitologica dell’amore tra Orfeo ed Euridice, già raccontato da Vinicious De Moraes con "Orfeu da Conceição" che ha ispirato anche il precedente film francese "Orfeo Negro " .

Ambientato nella Rio de Janeiro dei giorni nostri , Orfeo è un rinomato poeta e musicista, benvoluto da tutti, e stimato dalla sua comunità , la bidonville dove è cresciuto ai confini della città. La storia tra i due inizia durante il sabato di Carnevale, tra gli abitanti della favelas, povera gente la cui vita è segnata dalla violenza e dall’indigenza. Orfeo è leader del gruppo di Samba della sua comunità, Unidos da Carioca con cui prende parte alla parata/competizione che ha luogo nel Sambodromo e che rappresenta un’opportunità di riscatto per i più umili. Euridice è una candida ragazza proveniente dal Nord del Brasile in cerca della zia, ultima parente rimasta della sua famiglia. Appena si incontrano è amore a prima vista: Orfeo lascia la gelosissima Mira ma non possono godere del loro amore perché scoppia uno scontro tra la polizia e Lucinho, fraterno amico con il quale è cresciuto, adesso signore della droga e boss della favela. Uno dei momenti culminanti del film è la parata nel Sambodromo, grazie ad un montaggio "incrciato" di grande suggestione. Le musiche sono di Caetano Veloso .

  

"ORFEO NEGRO"

Autista di tram a Rio de Janeiro, Orfeo (Bruno Mello), fidanzato con Mira (Lourdes de Oliveira), è considerato come una sorta di divinità grazie alla sua voce "che fa sorgere il sole..". Durante la parata del Carnevale incontra Euridice (Marpessa Dawn), perseguitata da alcuni sicari; Orfeo si innamora perdutamente, cercando di proteggerla, ma la ragazza muore fulminata.

Disperato, Orfeo ritorna alla favela con il corpo di Euridice.

Tutte questi riferimenti non appesantiscono la narrazione, che si sofferma su una descrizione minuziosa e realista del Brasile. Gli attori e i danzatori professionisti, notevoli nelle loro interpretazioni, ben rappresentano la popolazione delle favelas e la cinepresa cattura l’autenticità e la spontaneità delle tradizioni e deicolori locali. ORFEO NEGRO ha sedotto il pubblico che gli tributato un successo internazionale.

 

 

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