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“JAZZ & BLUES”

Civiltà musicali afroamericane sul grande schermo

 

Festival del Film Etnomusicale

Traditional Music Film Festival / Festival du Film de Musique du Monde

 

PROGRAMMA

 

Sabato 31 maggio

 "HELLHOUNDS ON MY TRAIL: THE AFTERLIFE OF ROBERT JOHNSON"  -                                            

USA

(Robert Mugge, 1999, 95')

Nel Settembre del 1998, la 'Rock & Roll Hall of Fame' di Cleveland ospitò per una settimana intera un tributo al leggendario musicista di Blues Robert Johnson, uno dei più enigmatici pionieri musicali in America. Robert Mugge documenta l'evento filmando le performances di artisti come Bob Weir con Rob Wasserman, Tracy Nelson con Marcia Ball e Irma Thomas, Peter Green con Nigel Watson, Roy Rogers e molti altri. Il film attua una selezione tra le numerose leggende che ruotano attorno al personaggio di Johnson – la più famosa è che "ha venduto l’anima al diavolo per diventare un maestro di Blues" – e i pochi fatti realmente provati della sua vita; dove sia morto o dove si trovi il suo corpo è tuttora un mistero. Ciò che rimane della sua controversa figura è una collezione di canzoni che hanno influenzato diverse generazioni di artisti: da Eric Clapton a Bob Weir, chitarrista dei Grateful Dead, molti sono i musicisti Rock e Blues presenti nel documentario che pagano tributo alla maestria di Johnson. 

 

"LAST OF THE MISSISSIPPI JUKES"                                                                         

USA

(Robert Mugge, 2003, 85')

Uno sguardo acuto sulle realtà, ormai in via di estinzione, delle juke joints, le sale da ballo dove circa 100 anni fa è nato il Blues, e sul loro significato come istituzioni culturali.

La Subway Lounge, attiva da oltre 30 anni e celebre in tutto il mondo, è una delle poche juke joint rimaste in Mississippi e sulla quale il regista punta l'obiettivo. Con stimolanti performances di musicisti Blues e interviste ai loro fans, Mugge da' vita ad un documento appassionato dedicato a tutti coloro che si sforzano di mantenere viva la tradizione delle juke joints, e della Subway Lounge in particolare. Situata nel Summers Hotel, il primo albergo di Jackson City (Mississippi) ad avere un proprietario nero, la Subway Lounge, è stata risparmiata dalla demolizione in quanto considerato edificio d’importanza storica. Il film è un viaggio musicale che partendo da Clarksdale (Mississippi), decantato luogo di nascita del Blues, approda al Ground Zero, moderna juke joint  fondata dall’attore Morgan Freeman, che nel film parla della sua passione per il Blues e la necessità di preservare la tradizione di questi ritrovi. Mugge punta poi l’obiettivo su due bands del Subway Lounge: la King Edwards Blues Band e gli House Rockers. Oltre a ritrarre alcuni protagonisti quali Chris Thomas King, attore e musicista Blues, il bluesman Alvin “Youngblood” Hart, George Jackson, prodigioso autore di canzoni, Greg “Fingers” Taylor, leggendario suonatore di armonica, Bobby Rush, Patrice Moncell, Vasti Jackson e molti altri, il film include inoltre le discussioni tra musicisti e storici sulla trasformazione di queste leggendarie case di ritrovo, al cui interno il Blues è elemento fondamentale. Grazie alle immagini e alla musica, il regista cattura l'atmosfera, il senso di intimità, il patrimonio culturale lasciato in eredità dai  juke joints.

 

 

Domenica 1 giugno

 "SONNY ROLLINS: SAXOPHONE COLOSSUS"        

USA/GIAPPONE 

(Robert Mugge, 1986, 101')

Brillante documento su uno dei più grandi sassofonisti di Jazz, ripreso in particolare durante uno dei suoi più intensi periodi creativi. Tra interviste a Rollins e alla moglie, a eminenti critici Jazz che analizzano il percorso artistico e la fenomenale carriera del sassofonista, il film evidenzia due sorprendenti performances: il quintetto di Rollins nel corso di un concerto svoltosi a New York, in un luogo all'aperto vicino a casa sua (dal cui palco si è gettato rompendosi una caviglia), durante il quale il musicista prende il 'via' con gli strabilianti assolo che lo contraddistinguono, e la prima mondiale in Giappone del “Concerto per Sassofono tenore e Orchestra", dove Rollins è accompagnato dalla Yomiuri Nippon Symphony Orchestra di Tokyo, orchestra composta da 100 elementi e diretta da Heikki Sarmanto.

Un ritratto che propone l'unicità e la grandezza musicale di questo 'colosso' del Jazz, pari soltanto all'innata modestia che per l'"uomo" Rollins è radicato stile di vita.

 

"SUN RA: A JOYFUL NOISE"  

USA                                                                                     

(Robert Mugge, 1980, 60')

Sun Ra – band leader, tastierista, compositore e mito di se stesso – ripreso mentre si esibisce e filosofeggia in mezzo a reperti museali dell'Antico Egitto. Sun Ra sul palcoscenico di Philadelphia con la sua Intergalactic Omniverse Arkestra, una grande Jazz band d’avanguardia con cantanti e ballerini dai costumi elaborati, che con musica, danze rituali e performances teatrali stabiliscono un ponte immaginario tra la Terra e Saturno, pianeta prescelto come 'residenza' della colorata comune.

"Sun Ra: A Joyful Noise" è un viaggio nel mondo di Sun Ra, attraversando il rap, l'hip-hop, il jazz, Monk, Mingus, Pfunk, Funkadella. Fuori dal palcoscenico Mr. Ra pronuncia le sue dichiarazioni solenni riguardo le vibrazioni cosmiche, la storia e la mitocrazia, rimanendo comunque sempre un enigma.

 

 

Lunedì 2 giugno

 "DEEP BLUES"                                                                                                                              USA

(Robert Mugge, 1991, 91')

Nel 1990 il regista Robert Mugge e il famoso studioso di musica Robert Palmer andarono nel profondo cuore del Mississippi per scovare i migliori momenti di blues del paese. Iniziando il loro viaggio a Memphis (Tennessee), hanno percorso le terre rurali dal nord del Mississippi alle juke-joints di Greenville, fino ai malfamati incroci di Bentonia - documentando le performances di artisti di talento tagliati fuori dalla strada principale dell'industria discografica. Nel loro pellegrinaggio Mugge e Palmer hanno visitato celebri pietre miliari del blues: Junior Kimbrough, R.L. Burnside, Big Jack Johnson, Roosvelt “Booba” Barnes, Lonnie Pitchford, Jessie Mae Hemphill, Jack Owens & Bud Spires, Booker T. Laury.

 

 "MUDDY WATERS: CAN'T BE SATISFIED"                                                    

USA

(Morgan Neville e Robert Gordon, 2002, 60')

Film sulla vita del leggendario cantante e chitarrista blues Muddy Waters, il cui lavoro ha avuto un'enorme influenza non solo sul blues ma anche sulla musica rock inglese e americana per più di 40 anni. Realizzato dal musicologo e critico musicale Robert Gordon, autore di una biografia di Waters pubblicata di recente, il documentario getta uno sguardo sull’uomo, la sua musica e la sua durevole eredità. Diretto da Morgan Neville, che si è rapidamente dimostrato uno dei più importanti registri di documentari musicali in America, il film risulta essere l'assemblaggio di una vasta gamma di materiali d’archivio di Muddy Waters (sia concerti che interviste), inframmezzati dalle interviste con la sua famiglia, con i suoi amici e con dei luminari nel campo del blues e del rock, tra cui B. B. King, Keith Richards e Bonnie Raitt. Il film non è un’agiografia ma piuttosto una significativa storia della vita di Muddy Waters, colui che ha "acceso" il blues, elettrificandone la sonorità (Muddy è stato il primo ad esplorare le possibilità espressive degli strumenti elettrici), e che partendo dal blues solistico ne ha allargato gli orizzonti adattandolo ad un'intera band senza perdere il feeling che gli è proprio. È il primo documentario, aneddotico e autorevole dell’uomo che ha inventato il blues elettrico e ha preparato la strada al rock‘n roll. Il bluesman che nel 1943 è saltato su un treno diretto a Chicago, ha personificato la migrazione dal rurale sud all’urbanizzato nord degli Afro-americani del XX secolo. La sua canzone “Rolling Stone” ha ispirato il nome della famosa band e anche di una rivista. Bob Dylan, i Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Jeff Beck e molti altri musicisti hanno fatto propri quegli elementi che Muddy aveva introdotto molto tempo prima.

 

 

Martedì 3 giugno

 "STRANGE FRUIT"

USA

(Joel Katz, 2002, 57')

Strange Fruit è il primo documentario che esplora la storia e l'eredità di Billie Holiday, attraverso la storia della canzone "Strange Fruit"; il filmato racconta una vicenda drammatica del passato americano usando, come suo epicentro, una delle canzoni di protesta più influenti mai scritte. Il film porta gli spettatori faccia a faccia con il terrore del linciaggio proprio mentre mette in luce il coraggio e l'eroismo di coloro che hanno combattuto per la giustizia razziale, in un momento storico in cui farlo significava rischiare l'ostracismo e la vita.

Mentre molta gente presuppone che "Strange Fruit" sia stata scritta da Billie Holiday stessa, in verità è nata come poesia di un insegnante ebreo, attivista del sindacato, originario del Bronx, che poi lo ha messo in musica. Infastidito da una fotografia di un linciaggio, l'insegnante ha scritto nel 1938 dei versi duri e il triste motivo melodico centrati sull'orrore del linciaggio sotto lo pseudonimo Lewis Allan. Il brano destò l'attenzione del direttore del Cafe Society, un popolare night club al Greenwich Village, che presentò Billy Holiday all'autore della canzone. L'etichetta discografica di Billie Holiday rifiutò di registrare la canzone. La cantante insistette e registrò la canzone con un'altra etichetta. La canzone fu rapidamente adottata come inno del movimento anti-linciaggio. Le immagini ritraggono l'interpretazione struggente di Lady Day, che continuò a cantarla fino alla sua morte, avvenuta nel 1959.

 

"WILD WOMAN DON'T HAVE THE BLUES"   

USA

(Christine Dall, 1989, 58')

Il film mostra come il blues sia nato al di fuori delle trasformazioni economiche e sociali della vita afroamericana all'inizio del secolo. Cattura la vita dei protagonisti della scena musicale di quel tempo: Ma Rainey, Bessie Smith, Ida Cox, Alberta Hunter, Ethel Waters e altre donne leggendarie che hanno reso il blues parte vitale della cultura americana. Il documentario mette insieme per la prima volta una dozzina di rare e classiche interpretazioni del primo blues. Ma Rainey, "la madre del blues", per prima ha inserito questo idioma popolare nel palcoscenico nel 1902. I blues-singers hanno fornito una continuità culturale per milioni di neri che sono immigrati dal rurale Sud alle città industriali del nord durante la prima guerra mondiale. La fama che alcune di queste donne raggiunsero offriva loro una piccola protezione contro la segregazione e lo sfruttamento economico.

  

 

Mercoledì 4 giugno

 NOI E IL DUCA. QUANDO ELLINGTON SUONO' A PALERMO

ITALIA

(Ciprì e Maresco, 1999)

Storia del concerto che il grande Duke Ellington tenne a Palermo al Festival Pop nel 1970

 

"MILES GLORIOSUS"

ITALIA

(Ciprì e Maresco, 2001, 55')

Il mondo di Miles Davis fuori dagli schemi consueti: con le parole e la musica del trombettista, con concerti e interviste a musicisti italiani, con il contributo di musicologi, esplorando il mondo del cinema, Ciprì e Maresco disegnano un ritratto sperimentale di jazzman, la cui arte trova inaspettate illuminazioni a contatto con quella dei due registi siciliani.

 

 

Giovedì 5 giugno

 "A NIGHT IN HAVANA"                                                                 

CUBA/NIGERIA

(John Holland, 1988, 85')

Il grande jazzista Dizzy Gillespie ha sempre avuto un amore musicale con Cuba, passione nata prestissimo. Per trent'anni le condizioni politiche hanno impedito a Gillespie di andare a Cuba, fino a quando è stato invitato a presenziare al V° Festival Internazionale di Jazz dell'Havana. A Night in Havana è una celebrazione di questo viaggio e della musica di Dizzy. Negli anni '40 nasce il bebop; Dizzy innesta i ritmi afrocubani nel linguaggio jazzistico, creando un nuovo modo di fare jazz. La musica non sarebbe più stata la stessa. Le sintesi di Dizzy dell'esperienza afro-americana e afro-cubana sono al centro del film. Il primo tempo del film esplora Gillespie-uomo. I suoi racconti spaziano in un lungo arco temporale, dalla sua infanzia nella rurale Sud Carolina, quando non gli era permesso di bere l'acqua dalle fontane pubbliche, che erano riservate ai bianchi, fino alla vera storia di come la sua tromba sia divenuta ricurva. La seconda parte del film è ambientata in Africa:  da una visita alla sorella del grande percussionista afro-cubano Chano Pozo all'appassionata e vivace danza del Floklorico Nacional. Gillespie parla della sua identificazione con l'Africa e racconta dei suoi incidenti di viaggio. L'ultima parte è la sintesi di Gillespie. Sebbene sia conosciuto soprattutto come inventore del bebop (insieme a Charlie Parker e Thelonius Monk), il suo maggior contributo alla musica è stata l'introduzione dei ritmi afrocubani nella musica occidentale. Il finale di A Night in Havana rappresenta Dizzy che suona alcune delle sue più conosciute composizioni, incluse "A night in Tunisia" e "Manteca". «In 15 o 20 anni - ha raccontato Dizzy - la musica del Brasile, di Cuba, delle Indie Occidentali e degli Stati Uniti si unirà. E io sarò là.»

 

"CALLE 54"

CUBA/PORTORICO/SPAGNA/SVEZIA/USA

(Fernando Trueba, 1999, 90')

Calle 54 è un evento irripetibile, che cattura la forza, l'energia e lo splendore puro di questi eccezionali musicisti per la prima volta in un unico film. Con una cinepresa discreta e impetuosa, Trueba fa che la musica parli da sola. «Per me il film è un musical, un musical sulla musica, su come si crea e su come emerge, il suo plot o la sua trama sono i brani musicali scelti. I suoi protagonisti sono i musicisti». I musicisti sono maestri del genere: Bebo Valdès, il veterano, che si esibisce in un brillante duetto con il figlio Chucho (un mostro al pianoforte) e l'ancora veloce Cachao; il suono sinfonico della big band di Chico O' Farrill; Michel Camilo con il suo spaventoso trio, in questo film nella sua ultima esibizione, l'ultimo Tito Puente con il suo golden latin jazz all stars. L'occhio indagatore di Trueba cattura questi musicisti in momenti affascinanti e sinceri come quando provano o discutono della loro arte.

 

Tutti i film sono sottotitolati in italiano

 

Organizzazione:       F.L.O.G. - Centro Flog Tradizioni Popolari

Enti promotori:         F.L.O.G. , Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Comune di Firenze,

Con il patrocinio di: Ministero degli Affari Esteri, Comune di Firenze

Inizio: ore 21.30 - Biglietti: € 5,00 (Per i Soci FLOG ingresso gratuito presentando alla cassa la tessera sociale in corso di validità)

 

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