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Venerdì 21


"RAVI SHANKAR. BETWEEN TWO WORLDS" (India/Usa/Francia)
(Mark Kidel, 2001, 89')


Il documentario - frutto di due anni di riprese e prodotto dalla BBC - racconta la figura di Ravi Shankar, il leggendario compositore e suonatore di sitar, il più grande ambasciatore della musica indiana. Con sequenze uniche ed esclusive il regista Mark Kidel testimonia della grande umanità oltre che dell'abilità musicale di questa straordinaria figura della musica classica indiana, nato in una famiglia di brahmini nel 1920, trasferitosi giovanissimo a Parigi negli anni Trenta per esibirsi nella compagnia di danza del suo fratello maggiore. Nove anni dopo diventa allievo del grande musicista Baba Allaudin Khan: è l'inizio di una lunga e brillante carriera. Il ritratto di Mark Kidel è uno straordinario lavoro che cerca di ristabilire gli equilibri, iniziando con l'infanzia di Ravi a Benares, i suoi primi scontri con le celebrità nella Hollywood degli anni '40, i suoi anni di studio del sitar e la conseguente fama in India, i suoi lavori con Satyajit Ray in "Pther Panchali" e le sue collaborazioni con Yehudi Menhuin, John Coltrane e innumerevoli altri grandi musicisti. Il ritratto è completato da una registrazione recente in cui Ravi Shankar suona con la figlia Anoushka e le immagini che riprendono il completamento della costruzione della Fondazione Ravi Shankar, l'ashram che il maestro ha sempre sognato. Una storia affascinante, raccontata con un abile uso di sequenze d'archivio e interviste a Ravi, che adesso ha 82 anni, la cui sconfinata passione per la musica rimane inalterata, come si evince dalle sue parole: "Dio è stato generoso con me. Il viaggio spirituale nella musica è l'unica cosa che è stata veramente importante nella mia vita".

"THE SPEAKING HAND" (India)
(Sumantra Ghosal, 2003, 2x52')


Ritratto di Zakir Hussain, il più grande esponente delle percussioni classiche indiane, le tabla. Figlio del maestro delle tabla Ustad Alla Rakha, Ustad Zakir Hussain inizia la sua carriera di musicista prestissimo come un bambino prodigio. Dopo essersi cimentato in diversi esperimenti che conciliavano linguaggi musicali indiani e occidentali, oggi è noto sia come compositore che come musicista. Il film racconta la crescita di Zakir dalle strade di Bombay fino alla sua attuale fama mondiale di musicista. Nel corso della sua eccitante storia si viene a contatto con l'incredibile magia delle sue dita. Lo vediamo suonare con moltissime leggende del mondo indiano. Lo sentiamo spiegare le difficoltà delle tabla. Vediamo rare apparizioni nel Placet Drum tour che lo ha visto suonare insieme ai più grandi maestri percussionisti in una celebrazione mozzafiato del mondo del ritmo. Sequenze d'archivio di concerto nel film sono collegati con affascinanti e rare interviste di leggende del mondo e della musica indiana e occidentale, come Ustad Alla Rakha, Ravi Shankar e Mickey Hart.


Sabato 22


"JE CHANTERAI POUR TOI (BOUBACAR TRAORE')" (Mali)
(Jacques Sarasin, 2001, 76')


Negli anni '60, la gente del Mali si svegliava ogni mattina al suono della voce di Boubacar "KarKar" Taorè alla radio, che cantava l'indipendenza. Tutti in Mali ricordano di aver ballato sui suoi successi. Ma da quando la sua musica era suonata solo alla radio, non guadagnava abbastanza soldi per vivere e dovette smettere di suonare per lavorare come sarto e come commerciante per nutrire la sua famiglia. Qualche anno dopo, ebbe un brutto colpo: la morte della moglie, Pierrette. Disorientato, KarKar partì per la Francia, lavorando nell'edilizia e cantando nel weekend nei rifugi parigini per immigrati, che sono adesso la sua casa. In Mali, tutti pensavano che KarKar fosse morto. Anni dopo, un produttore musicale ha trovato una sua vecchia registrazione….

 

"BIRD NOW" (Usa)
(Marc Huraux, 1987, 90')


Ci sono due personaggi principali nel documentario. Uno è Charlie "Bird" Parker il leggendario jazzman la cui turbolenta carriera viene raccontata nel film, evocando la musica jazz dell'America nera negli anni'40, un grido di lotta contro la segregazione razziale, le vessazioni della polizia e i pericoli che si nascondono dietro l'effimera via di fuga dell'alcool e delle droghe pesanti. L'altro personaggio principale è la città di New York, anche lei un mito. Il film è girato nella New York di oggi in tutti i suoi aspetti: da Harlem al Bronx, da Bowery a Brooklyn, nel tumulto che regna tra la città e i suoi ghetti. Nella fluidità del jazz stesso, la realtà del film documentario è intramezzata da sequenze di fiction. Charlie Parker parte da Kansas City a Chicago con una valigia e un sax e arriva a new York con un clarinetto e una reputazione. Harlem era il luogo dove accadeva tutto, era il tempo di Dizzy Gillespie, Thelonius Monk e Charlie Parker. Era il momento di una nuova musica: il bebop.

 


Domenica 23

 
"FRANCISCO SÁNCHEZ-PACO DE LUCÍA" (Spagna)
(Daniel Hernández, 2001, 94')


Ritratto di uno dei più grandi geni mondiali della chitarra. Il documentario di Daniel Hernàndez conta sull'esclusiva partecipazione di Paco de Lucìa - il cui vero nome è Francisco Sánchez - che vive in Messico. Per la prima - e ultima volta, come lui dice - il musicista apre la porta di casa sua, il suo vero luogo privato e intimo, a una troupe cinematografica, dando così la possibilità di venire filmato mentre pesca, cucina, mentre è al mercato o con gli amici. Francisco Sánchez -l'uomo privato-, e Paco de Lucía -la star-, sono due persone in una. La vita dell'artista è una continua fluttuazione tra queste due persone e il documentario è strutturato intorno alle due vite di quest'unica persona. Da una parte, ci viene presentata la visione molto intima di questo mito della chitarra del flamenco, con le testimonianze della su famiglia e dei suoi vecchi amici, alcuni dei quali altri importanti musicisti come Chick Corea. Dall'altra parte il documentario costituisce un importante film musicale, riprendendo la sua ultima tournée in Europa, diversi concerti e interviste con altri chitarristi rimasti affascinati da lui e sui quali lui ha avuto una forte influenza, come Vicente Amigo, Tomatito o Juan Manuel Cañizares. Il film comprende anche molte immagini d'archivio, per esempio alcune in cui Paco de Lucia suona con Camarón de la Isla, Al Di Meola o John Mc Laughlin.

 

"BREAKING THE SILENCE: MUSIC IN AFGHANISTAN" (Afghanistan)
(Simon Broughton, 2002, 60')


Sotto il regime talebano in Afghanistan gli strumenti musicali sono stati distrutti e bruciati. L'unica musica permessa era quella di accompagnamento ai canti talebani. Il documentario racconta appunto il ritorno della musica a Kabul dopo il crollo del regime talebano e ritrae, fra le altre cose, il primo concerto nella città fuori dai bombardamenti. I talebani non sono stati i primi ad attaccare la cultura musicale in Afghanistan; i comunisti hanno liquidato Ahmed Zahir, soprannominato l'"Elvis afgano", e bandito le donne cantanti. Attraverso i ritratti di alcuni musicisti afgani, il film descrive le condizioni della musica in Afghanistan durante gli ultimi 20 anni.


Lunedì 24


UMM KULTHUM: A VOICE LIKE EGYPT (Egitto)
(Michael Goldman, 1996, 67')


Narrato da Omar Sharif, il film è il primo documentario fatto per celebrare la diva del mondo arabo al pubblico americano. Riempito con spezzoni di concerti, aneddoti coloriti e sequenze di film tratte da film classici egiziani su Umm Kulthum, il documentario di Goldman posiziona la vita e la carriera di Umm Kulthum nel contesto della storia egiziana del XX secolo. La macchina da presa esplora la straordinaria attrattiva che esercitava sugli ascoltatori, facendoci entrare nel suo villaggio nel Delta del Nilo e nei caffè, nei mercati e nelle strade del Cairo, dove lei viveva e lavorava. Dal premio Nobel Naguib Mahfouz alla ragazzina dodicenne di un ristorante all'aperto, tutti parlano dell'importanza della musica di Umm Kulthum nella loro vita, cantano le sue canzoni davanti alla macchina da presa; il suo ricordo è ancora vivo e la sua persona rimarrà a lungo leggendaria.

 

"KUDSI ERGUNER" (Turchia)
(Ovidio Salazar, 2000, 19')


Il film è un ritratto del musicista turco Kudsi Erguner. Originario di una famiglia di musicisti, Kudsi Erguner è il più grande suonatore di ney (flauto di canna). Formatosi con gli insegnamenti di suo padre, Ulvi Erguner, uno degli ultimi grandi maestri di questo strumento, hanno inciso profondamente nella sua formazione artistica e professionale i contatti con molti musicisti famosi della vecchia generazione che frequentavano la casa dei suoi genitori, ma, soprattutto, gli insegnamenti musicali e spirituali derivanti dalla sua partecipazione alle confraternite sufi, come i Dervisci Mevlevi (conosciuti in Occidente come 'dervisci rotanti'). Erguner ha anche registrato numerosi album e ha collaborato con artisti del calibro di Peter Gabriel e Peter Brook, dando un contributo determinante alla World Music.

 


Martedì 25


"FEMI KUTI, "WHAT'S GOING ON?" (Nigeria)
(Jacques Goldstein, 2001, 52')


Il documentario è il ritratto del musicista Femi Kuti e di un suono, l'afro beat, la musica moderna della Nigeria, uno dei più grandi paesi dell'Africa, sia per popolazione che per grandezza, e più precisamente di Lagos, metropoli che condensa ricchezza, povertà, violenza e corruzione. Femi è il figlio di Fela Kuti "il presidente nero", creatore del genere musicale negli anni '70, colui che ha gettato le basi di una musica africana urbana e rivendicativa, contemporanea del reggae e dell'hip hop. Quando Femi era in carcere, è stato il figlio Fela a mantenere attiva la band. A distanza di pochi anni dalla morte del padre, Fela Kuti ha intrapreso una carriera per proprio conto; in lui non si ritrova la vena polemica e caustica del padre, in compenso il sax parla per lui.

"YOU, AFRICA !" (Youssou N'Dour) (Senegal)
(N'Diouga Moctar Ba, 1994, 43')


Da quando è emerso nel panorama musicale internazionale nel 1983, Youssou N'Dour è diventato non solo il più noto artista africano, ma uno dei protagonisti del fenomeno della world music. Ma bisogna andare in Senegal per capire quanto sia stimato e apprezzato da tutti, ed è per questo che la macchina da presa lo segue costantemente durante il suo tour in Africa Occidentale. Youssou è la figura simbolo del genere musicale mbalax, un misto di ritmi tradizionali, eseguiti sui tamburi sabar e il 'tamburo parlante' tama, e sonorità pop occidentali. Oggi, Youssou N' Dour è il musicista africano più conosciuto dal pubblico del pop-rock, grazie anche alle sue collaborazioni con personaggi come Peter Gabriel, Paul Simon, Sting e Neneh Cherry.



Mercoledì 26


REBEL MUSIC. THE BOB MARLEY STORY (Giamaica)
(Jeremy Marre, 2001, 89')


Un intrigante ritratto della vita e dell'opera di Bob Marley, la cui potente musica e la cui personalità hanno portato la cultura giamaicana sulla ribalta internazionale. Il film guarda dentro la situazione politica e gli eventi storici che hanno dato forma alla sua personalità artistica durante i primi anni in Giamaica. Il film mostra anche le tensioni nei Carabi che incidono sulla presa di coscienza e sulla situazione politica in Giamaica, i movimenti per la libertà dell'Africa e il movimento rastafari con i suoi legami storici e spirituali con la madrepatria. Segue l'evoluzione della musica di Marley attraverso la sua lotta per irrompere nel business della musica e la sua crescita nelle celebrità con l'etichetta Island Records, quando ha sviluppato la sua distintiva forma di musica reggae con il suo messaggio che ha riverberato in tutto il mondo. Le sequenze filmiche di Marley, alcune delle quali mai viste, includono anche alcune riprese fatte in casa in Giamaica, le prime registrazioni in studio, interviste riscoperte di recente, sequenze di concerti.

 

"THE HARDER THEY COME" con JIMMY CLIFF (Giamaica)
(Perry Henzell, 1973, 107')


Da quando è uscito, nel lontano 1973, questo film di fiction è diventato un cult movie per tutti i cultori del reggae. Jimmy Cliff interpreta Ivan O. Martin, un personaggio ispirato ad un fuorilegge degli anni Cinquanta di nome Ivanhoe Martin, meglio conosciuto come Rhygin. Come molti giovani giamaicani, Ivan decide che la vita di campagna non fa per lui e va in città con l'intenzione di diventare una star del reggae. Una volta arrivato nella caotica città di Kingston, si trova come un pesce fuor d'acqua. Viene derubato e si trova a vagare per le strade della città senza soldi e senza lavor, finché trova alloggio presso un severo predicatore che lo ingaggia come ladruncolo. Una relazione proibita con la figliastra Elsa ed un litigio con accoltellamento lo portano nuovamente sulla strada, ma non prima di aver messo piede in uno studio di registrazione per un'audizione. Dopo aver inciso il suo primo disco, Ivan si scontra con la dura realtà dell'industria discografica: nonostante la sua canzone sia diventata un successo, Mr. Big Shot Producer (Robert Charlton) lo paga solamente 20 dollari. Ma la sua ambizione di diventare un famoso cantante è troppo forte….. In parte neo-realista, in parte spaghetti western, The Harder They Come è un film ambiguo, drammatico e divertente, sempre attuale.

 

 

 
 

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