Fondazione Lavoratori Officine Galileo

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AGOROMMA ENSEMBLE (GHANA)

Agoromma è un gruppo di musicisti di corte, composto da maestri percussionisti, cantanti e danzatori, che eseguono canti e ritmi tradizionali di diverse parti del Ghana. Il loro programma include una selezione di musiche e danze degli Akàn, dei Dagomba, dei Kassena e dei Lobi Dagarti, eseguite in differenti occasioni cerimoniali e sociali della vita dei vari gruppi etnici (festa del raccolto, riti di iniziazione e commemorazione, funerali, riti pubblici e feste ricreative). Il repertorio riferito alla musica cerimoniale di corte è eseguito da due tipi di organici strumentali: il ntahera e il fontomfrom. Il ntahera è un set di corni d´avorio (ntahere) e "tamburi parlanti" (atumpan); il fontomfrom è costituito da due grossi tamburi (from o bommaa), i "tamburi parlanti" (atumpan) e tre tamburi di supporto (paso, brenko e adukurogya o adedemma) oltre ad una campana (dawuro); talvolta è aggiunto un tamburo a clessidra (donno).

 

BALLETTI KODIA (CONGO)

Nella lingua kikongo, la parola kodia (guscio di chiocciola) rappresenta la spirale che nel vecchio regno del Congo era un simbolo del gruppo etnico dei BaKongo. Kodia, simbolo di fecondità e di fertilità, rappresenta anche il movimento continuo, la spirale che ha inizio con la nascita e che finisce con la morte senza mai interrompersi. Kodia significa la totalità del cosmo secondo il pensiero dei Bantu del Congo. Al tempo delle colonie, durante il periodo delle lotte per l´indipendenza, simbolizzava il rinnovamento della cultura africana. La compagnia Ballet-Théâtre Kodia, diretta da Jean Loulendo, è autore dello spettacolo "Fwa-Kongo", una suite di danze, canti e ritmi connessi alle cerimonie rituali d´iniziazione praticate nella foresta sacra.

 

LES TAMBOURINAIRES DU BURUNDI (BURUNDI)

I Tambourinaires del Burundi (i batimbo) appartengono ai lignaggi di alcuni clan e quindi si tramandano questo onore e privilegio di padre in figlio. In passato, erano suonati esclusivamente per il mwami, in occasioni eccezionali, come l’intronizzazione e i funerali del re; ma dopo l’assasinio dell’ultimo mwami, nel 1972, i tamburi reali vengono usati per il presidente e gli alti dignitari. In Burundi, il gruppo di percussionisti accompagnava il re nei suoi viaggi all’interno del paese, per partecipare alle feste agricole tradizionali presenziate dal sovrano, come il ciclo del Muganuro, cerimonie legate alla semina del sorgo. I tamburi reali suonati dai batimbo, riuniti in complessi di 24 elementi, sono disposti a semicerchio attorno al tamburo centrale inkiranya suonato dal solista, che ha alla sua destra i tamburi gravi amashako, la cui caratteristica è quella di eseguire un battito continuo, e alla sua sinistra i tamburi acuti ibishikizo, che seguono il ritmo impartito dal tamburo centrale. Il suono dei tamburi è accompagnato da danze e coreografie che in alcuni casi arrivano all´acrobazia. L'impressionante potenza sonora di questi tamburi, la bellezza dei costumi, la maestria delle danze, hanno fatto dei Tambourinaires du Burundi, uno dei gruppi più conosciuti dell'Africa Centrale.

 

HAUSA - IBO - YORUBA ENSEMBLE  (NIGERIA)

In Nigeria vi sono molti tipi (e sottotipi) di strumenti musicali fra cui xilofoni, liuti, arpe, trombe, oboe, campane in ferro, sansa, flauti, zampogne, raganelle, cetre, vasi di ceramica, tamburi a membrana, e tanti altri tipi di tamburi. Gli xilofoni sono predominanti negli stati dell'est (Imo, Cross River, Rivers e Anambra) e sono molto diffusi anche tra i Tiv nello Stato di Benue nella zona nord-est del paese. I cordofoni (es. arpe e violini) sono caratteristici degli Stati del nord, mentre le sanza (metallofoni) sono limitate alla parte meridionale del paese. Anche le trombe sono abbastanza diffuse, ma si trovano soprattutto negli stati settentrionali e orientali. Dei tamburi a membrana, si trovano in Nigeria i tamburi a clessidra, tamburi a botte o zucca come cassa di risonanza e tamburi a calice, tamburi con piedistallo e tamburi a paiolo. I tamburi a clessidra sono forse i tamburi più importanti della Nigeria attuale e vengono usati soprattutto dai popoli degli stati settentrionali e dagli Yoruba. Anche la musica vocale è praticata molto e in varie forme, per esempio come canto solista, canto corale all'unisono, canto polifonico per coro e canto antifonale per solisti e coro. Il canto all'unisono è tipico degli Hausa-Fulani negli stati settentrionali. Nella società Yoruba, musica corale all'unisono e polifonica esistono una accanto all'altra. Gli Oyo-Yoruba, che vivono nella parte centrale della nazione Yoruba, cantano generalmente all'unisono, mentre la musica corale del sud-est Yoruba è polifonica. Presso gli Edo nello Stato Bendel e dappertutto negli stati orientali (Imo, Anambra, Cross River e Rivers) la musica corale tipica è polifonica. Lo stile di canto si può dividere in due categorie: canti interamente cantati (con melodie chiaramente delineate) e canti recitati (una via di mezzo tra cantare e parlare). Nei canti tradizionali esistono principalmente due modi di cantare: il canto "nasale" e il canto ad alta voce (open throat). Il primo si trova normalmente nelle zone con una cultura influenzata maggiormente dall'Islam, come tra gli Hausa-Fulani e gli Oyo-Yoruba, mentre il secondo modo di cantare è tipico delle zone che hanno risentito meno dell'influsso arabo-islamico, come negli stati orientali. Anche se la Nigeria moderna comprende molti gruppi etnici, la musica tradizionale mostra in pratica una base omogenea. Le differenze stilistiche che esistono fra la musica dei vari gruppi etnici derivano per la maggior parte dalla grande varietà di lingue esistenti (che hanno un ruolo molto importante nella musica) e dalle differenze degli strumenti. Infatti raramente si trovano esattamente gli stessi strumenti musicali in due gruppi etnici diversi.

 

NIAMA MAKALOU ENSEMBLE (MALI)

I griot sono i discendenti della casta ereditaria jali o djelì, musicisti, cantanti di lodi e cantastorie della cultura Mande/Mandingo del Sahel (Africa Occidentale). Niama Makalou è una cantante maliana, che interpreta la storia del Mali cantando i canti epici, ma canta anche, con tenerezza e umorismo, gli avvenimenti della vita di tutti i giorni. Dopo aver fatto parte dell'Ensemble Nazionale del Mali, è diventata la cantante vedette dei Grands Balletts d'Afrique Noire e successivamente ha formato un proprio gruppo. Braima appartiene alla più grande famiglia di griot dei Mandé: i Kouyaté; suona il balafon, xilofono a 21 lamelle il cui suono viene amplificato da piccole zucche munite di filamenti di bozzoli di ragno. Boubacar e M'Bou, seppur non siano parenti diretti (poichè l'uno viene dal Senegal e l'altro dal Mali) appartengono comunque all'altra grande famiglia di griot: i Diabaté. Boubacar suona la kora, un tipo di arpa-liuto a 21 corde che ha come cassa di risonanza una zucca lagenaria ricoperta da una pelle bovina. M'Bou suona lo n’goni, una specie di liuto a manico lungo, simile ai liuti dell'antico Egitto. Questo strumento accompagna le declamazioni delle grandi epopee. Ali Wague, originario della Guinea, è un musicista che non appartiene alla casta dei griot. Egli è un Fulbè (Peul o Fulani), popolazione nomade pastorale, ed è uno dei più grandi flautisti africani. Franc Trah è un percussionista, studioso di ritmi africani e sudamericani, proveniente dalla Costa D'Avorio. Ogni brano da lui eseguito si riferisce ad una cerimonia precisa: matrimonio, circoncisione, ecc. Djao Kouyatè arricchisce e completa lo spettacolo con la sua danza.

 

CABDULLAHI QARSHI-CUMAR DHULE (SOMALIA)

Cabdullahi (pron. Abdulai) Qarshi, considerato il "padre" della canzone somala, è nato in Tanzania da famiglia somala. I suoi primi contatti con la musica hanno luogo nel suo paese natale. Trascorre l'infanzia e la prima giovinezza nel nord della Somalia (Erigavo) dove sono molto vive le tradizioni dei balli somali tra i nomadi. Quindi si trasferisce ad Aden che per molto tempo è stato un punto di riferimento anche culturale per i somali, un luogo d'incontro di culture diverse da quella africana. Lavora alla radio locale dove ha l'occasione di ascoltare la musica araba e anche quella indiana, trasmessa con grande frequenza dai programmi indiani della radio Aden. Colpito dal fatto che i programmi in somalo trasmettevano solo la poesia recitata, decide di "creare" la musica per i somali sul modello di quella indiana, assimilandovi elementi arabi e, ovviamente, quelli africani a lui più familiari. Inizia a comporre canzoni ed eseguirle accompagnandosi al kaban, strumento a corde arabo. Quando negli anni '40 torna in Somalia del Nord, a Hargeisa (allora capitale del British Somaliland e tuttora centro della vita culturale e soprattutto letteraria della Somalia), incontra altri musicisti che, come lui, stimolati dai contatti provenienti dalla penisola arabica, intraprendono iniziative analoghe. Così, negli anni '40, nasce la canzone somala, formalmente estranea alla tradizione locale, ma basata in grossa parte su elementi musicali somali, oltre a quelli stranieri. Questo nuovo tipo di musica si diffonde rapidamente in Somalia; la sua buona accoglienza è rafforzata dall'antica tradizione poetica orale che esiste da sempre in questo paese. La poesia somala, estremamente raffinata sia dal punto di vista formale che contenutistico, è seguita da tutta la popolazione, toccando gli argomenti più svariati (attualità, filosofia, amore, politica, lavoro) ed è sempre stata il principale veicolo d'informazione tra i nomadi. La nuova canzone si inserisce molto bene in questa tradizione come forma "lirica", ossia di poesia cantata.

 

 

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