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MUSTAPHA
TETTEY ADDY & ENSEMBLE EHIMOMO (GHANA)
Mustapha Tettey Addy è nato nel 1942 ad Avenor, uno dei villaggi
di Accra (capitale del Ghana), nell'area culturale dei Ga, e fa
parte di una grande famiglia di percussionisti e danzatori. Molto
presto apprese l'arte di suonare i sonagli dal padre Kpani Kofi Addy,
un onorato sacerdote Akan che gli insegnò i canti e le danze rituali
dei Kpellé, degli Akan e degli Otu. Inoltre Mustapha fu iniziato
all'arte del Tschofan, che consiste nell'utilizzo delle erbe per le
loro proprietà curative, ruolo riservato ai sacerdoti Akan e ai
master-drummers. Quando il padre morì, Mustapha divenne dadeafoiakye,
capo dei tamburi rituali. In seguito alle tourné svolte nell'intero
paese e agli studi effettuati all’Institute of African Sudies della
University of Ghana, dove fu allievo del grande percussionista
Husunu Afadi Adono Ladzekpo e membro del Ghana Dance Ensemble,
Mustapha apprese anche gli stili musicali e gli usi rituali di altre
regioni del Ghana, includendo nel proprio repertorio ritmi delle
etnie Ashanti, Fanti, Ewe e Dagomba. Nel 1974, con i migliori
percussionisti e danzatori della sua regione, Mustapha Tettey ha
formato un gruppo chiamato Ehimono, che si prefigge di mantenere e
salvaguardare la loro cultura musicale. Per le esecuzioni rituali
essi avevano bisogno del permesso del più alto sacerdote del paese,
ma, essendo stato concesso, Ehimono è autorizzato a suonare in
pubblico il suo djembé.
MHURI YEKWARWIZI 'MBIRA
ENSEMBLE' (ZIMBABWE)
La mbira è un lamellofono costituito da un risuonatore
generalmente di zucca, al quale sono fissate delle lamelle
metalliche di varia lunghezza, disposte in modo scalare con la più
lunga al centro, che vengono pizzicate con i pollici (da cui il nome
tecnico di thumb-piano). Sonagli di varia natura vengono applicati
alle lamelle o sono inseriti nella cassa armonica, producendo una
particolare vibrazione ad essere sollecitate. La mbira è lo
strumento più importante tra gli Shona dello Zimbabwe e da secoli
viene suonata in tutte le occasioni, sia di carattere profano che
religioso. Difatti, sebbene questo strumento venga suonato per puro
inrattenimento, è considerato uno strumento rituale in uso nella
cerimonia religiosa detta bira, tenuta dalle famiglie per comunicare
con gli spiriti degli antenati. In questo contesto, la mbira ha il
potere di proiettare il suono in una dimensione ultraterrena, di
fare da ponte tra il mondo dei vivi e il mondo degli spiriti e di
attrarre l’attenzione degli spiriti ancestrali. I suonatori di mbira
hanno un ruolo fondamentale nell’indurre la trance del medium, che
entra in contatto con gli antenati della famiglia per chiedere
protezione dalle malattie. Il gruppo Mhuri yekwaRwizi (“La famiglia
del capo Rwizi”), formato da sei musicisti, è stato fondato nel 1964
da Hakurotwi Mude. Famoso sia come suonatore di mbira che come
cantante, è originario di una nota famiglia di musicisti di Mondoro,
e durante le visite al suo paese natale egli continua a suonare
nelle feste e nelle cerimonie religiose.
ARAFAN KOYATE
(MALI)
La tradizione dei griot (djeli o jali in lingua mandingo) è
diffusa in tutta la regione delle savane dell´Africa Occidentale (Sahel)
in cui è presente la cultura dei Mandingo, dai Bambara del Mali, ai
Malinke della Guinea e ai Dioula della Costa D´Avorio. I griot sono
l´equivalente africano dei bardi e dei menestrelli del nostro
Medioevo, cantori e suonatori di corte; ma nella società africana
costituiscono una vera e propria casta in cui una famiglia
(riconoscibile dal cognome, come Diabaté o Kouyaté) si tramanda di
generazione in generazione l'arte della djeliya. Il loro repertorio
è costituito essenzialmente da cinque generi di musica: a) Canti
magici o religiosi, con invocazione degli spiriti, geni o entità
soprannaturali; b) Canti epico-storici e genealogici legati
all´antico impero del Mande (Mali); c) Canti di lode, per il
benefattore o mecenate dei griot presso la cui corte è offerta loro
protezione; d) Canti di circostanza, sia politica che cerimoniale,
festiva o rituale; e) Proverbi, che trasmettono un aspetto della
saggezza tradizionale. Lo strumento principale dei griot è la kora,
un'arpa-liuto a 21 corde con una grossa cassa di risonanza ricavata
da una calebasse (zucca) rivestita di pelle di vacca. Il cordofono è
utilizzato soprattutto per accompagnare il canto, ma anche come
strumento solista. Il suonatore di kora Arafan Koyate, originario di
Kangaba, città sacra del Mali, appartiene ad un´illustre famiglia di
musicisti che discende da Balka Fasséké Koyate, griot di Sunjata, il
fondatore dell’Impero del Mali. La cantante Penda Diabate, moglie di
Arafan Koyate è originaria della Guinea ed è nata a Siguiri; suo
padre veniva soprannominato "Balafon" Sekou Diabate per la sua fama
come suonatore di balafon (xilofono) e sua madre le ha insegnato fin
da piccola le melopee e i canti tradizionali mandinga. Fanno parte
del gruppo inoltre il flautista Ali Wague, il suonatore di balafon
Dioumbo, il percussionista Koné Sidiki e le danzatrici Sakilyha
Kanssoutoung e Biawara Fanta.
AFRICA DJOL
(GUINEA-CONAKRY)
Il quartetto di percussionisti Africa Djolé esegue ritmi
tradizionali della Repubblica della Guinea (Guinea-Conakry). Il
Paese è abitato dai gruppi etnici Baga e Susu nella zona della
capitale Conakry, Malinké, originari del Mali, e i Mende,
provenienti dall'attuale Sierra Leone. In Guinea esistono molti
gruppi “djolé”, gruppi di musicisti che vengono invitati a suonare
in occasione di feste o in altre circostanze speciali. Infatti,
djolé significa "festeggiare insieme con musica e danza". Esistono
in quasi tutti i villaggi e vengono invitati a tutte le feste e
cerimonie in cui talvolta partecipano anche le maschere. In
occasione di un matrimonio, ad esempio, il gruppo djolé è affiancato
da un gruppo di danzatori fra cui una maschera femminile ed una
maschile. Inoltre, esistono maschere sacre che vengono esibite solo
in contesti religiosi: una di queste è il Kalilambé dell’etnia Baga,
una maschera sacra che si presenta soltanto nella foresta sacra.
Generalmente un gruppo djolé è composto da un ensemble di
percussioni formato da: djembé (tamburo a calice), sico (tamburo
quadrato), dundunba (tamburo a due pelli, suonato in posizione
orizzontale, che esegue i ritmi di base) e sambanje (tamburo solista
a una pelle). Il gruppo di Fodé Youla, nato nel Baga-Kaloum, esegue
musica tradizionale interpretata in occasioni sociali come riti
d'iniziazione, matrimoni, funerali e anche per feste e spettacoli
d'intrattenimento.
FARAFINA (BURKINA
FASO)
Il gruppo Farafina (che in lingua djoulà significa "il paese
della gente con la pelle nera" o semplicemente "negritudine") è il
nome del più famoso gruppo di musica tradizionale africana. Il
gruppo, originario di Bobo-Djoulasso nel Burkina Faso (ex-Alto
Volta), è stato fondato nel 1977 da Mahama Konate, uno dei celebrati
suonatori di balafon. Il gruppo è composto da sei musicisti, fra
cui, come vuole la tradizione, due suonatori di balafon, uno con
funzione solistica e l'altro d’accompagnamento, tre suonatori di
djembé e di bara. Il balafon, diffuso in varie forme in differenti
zone dell'Africa occidentale e centro-meridionale, è uno xilofono
costituito da tasselli di legno ai quali vengono applicati dei
risuonatori di zucca. Il bara è un tamburo ricavato da una zucca a
cui è stata asportata la calotta e sulla quale viene tesa una pelle
di capra. Ha un suono grave e solitamente tiene una linea ritmica di
base. Il djembé è un tamburo a calice ricavato da un unico blocco di
legno scavato su cui viene tesa una pelle di capra con un sistema di
corde intrecciate e tese fra tre anelli metallici. Il repertorio dei
Farafina include sia canti legati alla terra e alla vita quotidiana,
sia canti che narrano miti e leggende degli antenati: "Faso djigui",
canto Djulà dedicato ai coltivatori; "Orodara Sikiri", omaggio a
Orodara (il balafon evoca il ritmo dei cavalli); "Djounelle wo na
yer yo", musica senufo suonata durante i funerali; "Foumangan dalo",
canto di tradizione Bobo per la raccolta dei cereali. Il repertorio
comprende canti e danze provenienti dalle culture Senufo, Bambara,
Djulà e Bobo.
ORCHESTRA
TRADIZIONALE DELLE ISOLE COMORE (U.S.A)
Gli Arabi avevano chiamato queste isole, sparse nell’oceano indiano,
“Comore”, ossia «Isole della Luna». Le Comore sono un arcipelago di
quattro isole di origine vulcanica, situato tra la grande isola del
Madagascar e la costa africana del Mozambico. La composizione etnica
dei comoriani è il risultato della sovrapposizione di tre elementi
fondamentali: arabo, africano e asiatico. La cultura comoriana è un
mosaico formato dagli apporti persiani, yemeniti, bantu e malgasci.
La società comoriana si presenta come una struttura stratificata in
tre classi: i nobili che possidono le piantagioni, gli ex-schiavi e
gli “uomini liberi”, perlopiù coltivatori, commercianti e artigiani.
Il gruppo è composto da tre musicisti: il primo suona il gabusi,
liuto a cinque corde (parente stretto del qanbus yemenita), mentre
gli altri due suonano il tamburo bipelle mirwas. Il liuto gabusi è
depositario di un repertorio molto antico, cantato in arabo o in
comoriano (shinzwani), che porta lo stesso nome dello strumento. I
testi di questi canti sono improntati al fervore mistico e
religioso. Un secondo tipo di organico è quello formato sempre da
tre musicisti di cui uno suona il liuto gabusi, e gli altri due un
sonaglio rettangolare, nkayamba, diffuso anche in Kenia e in Uganda.
In questo repertorio, detto ndzedze, il liuto esegue moduli ritmici
e melodici in maniera ripetitiva come la valiha (cetra malgascia).
L’insieme accompagna le danze di possessione a scopo terapeutico. Un
terzo tipo di gruppo tradizionale è composto da due flauti firimbi e
da un cantore che si accompagna con un tamburo a cornice, il tari.
Il repertorio è essenzialmente religioso. L'Orchestra Tradizionale
delle Isole Comore, guidata da Mohamed Said Alì Abdulah, presenta un
repertorio che si rifà sia alle occasioni sociali, sia ai riti
religiosi.
ENSEMBLE
NAZIONALE DI MUSICA E DANZA DEL CONGO (CONGO)
Il gruppo linguistico dominante nella Repubblica Popolare del
Congo è quello Bantu, suddiviso nelle etnie dei Kongo, gruppo
principale insediato al sud, dei Teke, al centro, e degli Shanga al
nord. I pigmei Babinga (cacciatori-raccoglitori), vivono nella selva
equatoriale dove furono sospinti in seguito all'invasione dei Bantù
(agricoltori). L'Ensemble nazionale del Congo è composto da venti
artisti appartenenti a vari gruppi etnici e presentano ritmi e danze
di diverse parti del paese. Lo strumento principale è il tamburo, a
cui si affiancano il balafon (xilofono), la sanza (lamellofono), lo
ngombi (arpa) e il ngomfi (pluriarco) che accompagnano sempre il
canto solista o corale, gongui, nkuiti, gomi, clocho e n'sambi. Tra
le danze tradizionali si annoverano: la nkira, danza dei Teke per i
feticci della regione dell'altipiano, la danza enfele della stessa
regione per la raccolta del vino di palma, l'ekongo, danza di guerra
eseguita nella regione Cuvette nel nord del paese, la moufoueti,
danza dei Bembé della regione Bouenza accompagnata dal canto. I
canti sono accompagnati dallo xilofono le cui casse armoniche sono
costituite da corna di animali anziché zucche svuotate secondo il
modello costruttivo più diffuso.
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