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E.
LURIE, J. JAFFE, M. RIBOT, J. BEAL CON A.PEDERNERA
(ARGENTINA)
Il bandoneonista argentino Alfredo Pedernera, nato nell'Arrecifes,
una provincia di Buenos Aires, ha cominciato a suonare il bandoneon
all'età di undici anni, incoraggiato dallo zio Emiliano Samonta.
Prima di trasferirsi, nel 1989 a New York, aveva suonato dappertutto
in Sudamerica con musicisti come Rodolfo Biagi, Francisco Canaro e
molti dei più famosi complessi di tango. La formazione, composta da
Evan Lurie (pianoforte), Alfredo Pedernera (bandoneon), Jill Jaffe
(violino), Marc Ribot (chitarra) e John Beal (basso), presenta
alcune elaborazioni jazzistiche sul tango, scritte e orchestrate da
Evan Lurie, fondatore, assieme al fratello John, del gruppo The
Lounge Lizards. Da "Pieces for Bandoneon", l'ultimo album realizzato
da Lurie con Pedernera, Roberto Benigni ha voluto trarre la colonna
sonora del suo film "Il piccolo diavolo", la cui realizzazione è
stata affidata allo stesso Lurie.
NUSRAT
FATEH ALI KHAN (PAKISTAN)
Il qawwali (termine che significa ‘cantante’, lett. ‘elocuente’,
dall’arabo qaul, ‘dire’, ‘parlare), è il canto devozionale del
misticismo islamico (sufismo). Secondo la tradizione, ebbe inizio
nel XII secolo, quando il santo sufi Hazrat Moinuddin Chisti
cominciò per primo a far opera di proselitismo presso gli Hindu del
subcontinente indiano. La musica devozionale era talmente
meravigliosa che ben presto si rese conto che la maniera che sorgeva
spontanea per pregare Allah era cantare piuttosto che recitare. I
Sufi chiamano sama (ascolto) le riunioni delle confraternite per
ascoltare cantori e musicisti (qawal) e cantare le lodi divine.
Scopo del sama è raggiungere lo hal, stato di estasi mistica che
congiunge l´uomo a Dio. All´origine i qawal appartenevano
essenzialmente a confraternite sufi sciite; oggi però, in India e in
Pakistan, i qawal sono spesso musicisti girovaghi, professionisti
che cantano in pubblico, e i gruppi di qawal non mancano mai alle
feste popolari, perdendo in parte il loro carattere mistico. Il
qawwali è caratterizzato da uno stile fluido e l’alternanza tra
solista e coro, di ripetizioni e improvvisazioni. Il canto
devozionale viene eseguito in occasione dell’anniversario della
morte di uno dei numerosi santi del sufismo, come per una cerimonia
nuziale o semplicemente il venerdì, giorno dedicato alla preghiera
nelle società islamiche. Nusrat Fateh Ali Khan è stato il maggior
esponente del qawwali. Un uomo con una voce di straordinaria potenza
e intensità, capace di superare tutte le barriere linguistiche e
religiose e di far amare la musica qawwali in tutto il mondo. Nusrat
ha raggiunto una notorietà di dimensioni planetarie sull’onda del
fenomeno world music – in particolare grazie alle incisioni per
l’etichetta Real World di Peter Gabriel – benché l’arte di questo
straordinario interprete della tradizione sufi rimanga strettamente
legata alla dimensione religiosa e devozionale originaria.
KHON:
COMPAGNIA DI MUSICA E DANZA DI THAILANDIA (THAILANDIA)
La Thailandia, il “Paese degli uomini liberi” (“thai”: popolo
libero), un tempo chiamato “Siam” fa parte della vasta area
geografica dell’Indocina; a differenza degli altri paesi del Sud-est
asiatico, come la Cambogia, la Birmania, il Laos e il Vietnam, la
Thailandia è rimasta fuori dalle spartizioni coloniali
anglo-francesi, mantenendo relativamente inalterata la propria
secolare identità culturale. Il Khon, dramma danzato con uso di
maschere, risale al XV secolo. Si pensa abbia avuto origine dal Nang
Yai, il teatro d´ombre, con la sostituzione delle marionette con
attori. Infatti, fino a qualche anno fa, la scenografia tradizionale
prendeva uno schermo bianco come fondo-scena. Originariamente tutti
gli attori del Khon portavano maschere e l´impossibilità ad emettere
qualsiasi suono ha reso necessaria la presenza nell´orchestra di
"recitatori-cantori" (il khon-pak). Più tardi, gli attori che
interpretavano esseri umani e dèi sostituirono alle maschere l´uso
di particolari copricapi appuntiti. Ma nonostante questo solo ai
clowns è consentito usare la voce. I movimenti degli attori devono
essere perfettamente sincronizzati alla recitazione del testo. Il
libretto del Khon è quasi invariabilmente il Ramakien, la versione
thailandese dell´epica indiana Ramayana, integrate con le scritture
buddhiste e con l´epica giavanese Srivijaya, elaborata dal re Rama
I, il fondatore della dinastia Chakri. Questo dramma è accompagnato
dalla musica sia vocale che strumentale. L´orchestra piphat è
formata da: pi-nai (oboe), kong wong (piccoli gong), raned-ek
(xilofono), tapone e klong tad (due strumenti a percussione) e ching
(piccoli cembali). Dei sette toni della scala thailandese, solo
cinque sono maggiormente usati e questo avvicina la musica
dell’orchestra thailandese alla musica pentatonica cinese e al
gamelan giavanese slendro.
MUSICA E DANZA DEI SENUFÒ (COSTA D'AVORIO)
I Fodonon sono una delle numerose popolazioni del gruppo etnico
Senufò, noti per la loro abilità nell’arte plastica e scultorea. I
Fodonon, circa 20.000 persone, abitano una quindicina di villaggi
nel nord della Costa d'Avorio, nella regione di Korhogo. Presso i
Fodonon la musica è stata privilegiata nella celebrazione dei
funerali. Questi ultimi danno luogo, per più giorni, ad imponenti
prestazioni musicali dove l'atmosfera della festa prende la sua
rivincita sulle difficoltà dell'esistenza quotidiana e sulla
tristezza della morte, per meglio socializzarla e dividerne il peso.
Bolonyen (lett. "la gente della lunga zucca") è il nome che viene
dato all’orchestre funeraria, composta da arpe arcuate monocorde,
chiamate bologbogo ("grossa zucca"); i musicisti cantano
accompagnandosi con questo strumento e da alcuni sonagli. Questa
musica viene suonata normalmente durante la notte per l’inumazione
del defunto e accompagna la danza di vari personaggi mascherati.
MUSICA, DANZE E
CERIMONIE DI GUADALUPE (ANTILLE FRANCESI)
Guadalupe, che assieme a Martinica fa parte delle Antille
francesi, fu scoperta da Cristoforo Colombo durante il suo secondo
viaggio nel 1493; egli battezzò l’isola "Santa María de Guadalupe"
in onore di Nuestra Señora de Guadalupe de Estremadura. I primi
abitanti dell’isola la chiamavano Karukera: "L’isola dalle belle
acque". In origine abitata dagli indigeni Arawak e successivamente
Caribe, Guadalupe fu popolata da coloni europei e da schiavi
africani importati per lavorare nelle piantagioni. Colonizzata dalla
Francia nel 1635, divenne dipartimento francese nel 1946. Il Gwoka
Gwoka è il nome di un tamburo di Guadalupe ma è anche il nome di un
genere musicale per la danza di origine africana risalente all’epoca
della schiavitù. Lo strumento era inizialmente ricavato da un tronco
d´albero; più tardi vennero utilizzati dei barili con cui si
trasportavano generi alimentari. Secondo alcuni, il nome gwoka
deriverebbe dal francese gros quart che designava le casse di tonno
sotto sale o di vino usate in epoca coloniale, anche se un tamburo
chiamato n´goka in Africa centrale. La gwoka anima tutte le veglie e
le occasioni eccezionali in cui gli schiavi erano autorizzati a
radunarsi. L´orchestra gwoka è costituita tradizionalmente da
percussioni e voci (solista-coro), ma talvolta si presenta con
l’aggiunta di strumenti di provenienza occidentale (chitarra basso,
strumenti a fiato, batteria). I ritmi di base sono sette: lewoz,
grage, roulé, kaladja, toumblak, kajenbel, mendé. La danza dei
“mayoleurs” (o mayole) Danza dei bastoni eseguita da due mayoleurs,
simile alla danza de paloteo di molti paesi dell’America Latina. È
una danza in via d’estinzione, eseguita raramente e generalmente da
persone anziane. A Guadalupe in passato era un “gioco” molto
violento (mayole significa “sangue”). Un gruppo di mayoleurs è
composto da: a) percussioni: due tamburi di base (boula) e un
tamburo solista (maké) che eseguono ritmi che si differenziano da
quelli della gwoka; b) la sezione vocale è composta da un solista (comandé)
e dei coristi (répondé); i canti fanno parte di un repertorio
tradizionale costituito da omaggi agli anziani e ringraziamenti
particolari; c) combattenti: i danzatori si affrontano con i bastoni
in uno spazio ben delimitato davanti ai tamburi e il tamburo maestro
che, con frasi codificate, invita un combattente ad assalire
l’avversario. Egli può anche fermare il combattimento se ritiene che
rischi di diventare troppo violento. Dopo tre “toccate” egli
sostituisce il perdente oppure ambedue i combattenti. I colpi sulle
mani sono proibiti ma tutte le altre parti del corpo possono essere
toccate. Si tratta di un rituale con delle regole molto precise.
DARIUSH TALA'I &
DJAMCHID CHEMIRANI (IRAN)
Dariush Tala´i e Djamchid Chemirani sono conosciuti a livello
internazionale come due tra i più grandi interpreti della musica
classica persiana. La loro fama deriva dalla profonda conoscenza
della tradizione musicale classica iraniana e dal virtuosismo
interpretativo che i due musicisti hanno acquisito in molti anni di
studio con vari maestri iraniani. Darius Tala´i, nato a Damavand, ha
studiato la tradizione del radif con i più importanti musicisti del
suo paese, come Ali Akbar Shahnazi, N.A. Borumand, V. Forutan, A.
Davami. Fin da ragazzino veniva ammesso nella cerchia dei maestri
anziani di Teheran. All´università della capitale iraniana Tala´i ha
insegnato per tre anni ed è stato insignito di numerosi premi. Dal
1978 vive a Parigi e continua la sua attività internazionale di
concertista. Djamchid Chemirani è stato per alcuni anni professore
di zarb (detto anche tombak) di cui è considerato tra i massimi
interpreti, e di etnomusicologia dell’Iran al Dipartimento di
Musicologia della Sorbona a Parigi. Il concerto di Tala’i e
Chemirani consiste in una serie di improvvisazioni sui dodici modi
canonici della tradizione classica iraniana. Tala’i suona il tar
(liuto a sei corde) ed il setar (piccolo liuto a quattro corde);
Chemirani lo zarb (tamburo a calice).
J.BURRUS, B.NEELY (STATI UNITI D'AMERICA)
JOHN BURRUS John Burrus inizia a cantare all´età di 23 anni:
cowboy nei rodeo, amava suonare la chitarra in attesa del suo turno
nella competizione e cantare i vecchi canti tradizionali ai quali ne
aggiungeva altri nel repertorio dei cowboy e del country. John
Burrus è cresciuto a El Dorado, vicino a Sant´Angelo. Si dedica
soprattutto all´allevamento di cavalli da tiro, da corsa e alle gare
di rodeo. Benchè, nel 1986, una brutta caduta da cavallo abbia
interrotto la sua carriera di cowboy, egli continua a partecipare
attivamente ai rodeo organizzati dalla Old Timers Association.
Soprattutto canta e suona la chitarra negli accampamenti estivi,
nelle feste tradizionali e nei raduni che precedono il rodeo. BILL
NEELY Da bambino Bill Neely ascoltava il blues dei raccoglitori di
cotone, dei braccianti che lavoravano nella fattoria del padre e, in
casa, la voce dello zio che aveva lavorato nel Texas occidentale e
che cantava un repertorio di canti da cowboy. All´età di 14 anni
Bill incontra il leggendario cantante Jimmy Rogers che gli insegna i
primi accordi sulla chitarra. A 15 anni, fallita l´azienda del padre
a causa della grande depressione, lascia la scuola e inizia a
lavorare nei campi di cotone. Come milioni di altri americani prende
un treno merci e parte in cerca di lavoro. Negli anni seguenti
percorre tutti gli States seguendo il ritmo delle stagioni e le
offerte di lavoro. Nella metà degli anni Trenta raggiunge in
autostop la Deep Ellum Section a Dallas e suona al "Ma´s Place", un
club famoso a quell´epoca, frequentato da molti musicisti ma anche
da noti gangsters come Raymond Hamilton e Pretty Boy Floyd. Lì egli
scopre il "Deep Ellum Blues". Dal 1962 Neely vive ad Austin (Texas)
e continua a suonare nei club o in occasione di feste. Oltre ai
brani tradizionali suona diverse composizioni originali, evocando la
vita della strada e i problemi di tutti i giorni: «...non so se
questo si possa chiamare blues. Ho scritto diverse canzoni, una
cinquantina penso, ma non ho mai scritto canti da cowboy, ma
piuttosto dei canti sulle difficoltà della vita ai tempi in cui
"facevo la strada" all´epoca della grande depressione...».
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