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MAX ROACH CON CORO GOSPEL E ORCHESTRA (STATI UNITI D'AMERICA)

Percussionista e compositore acclamato a livello internazionale, Max Roach ha avuto il riconoscimento come Membro Onorario dal Mac Arthur Foundation nel 1988. Questo prestigioso titolo è assegnato a persone dal talento straordinario che hanno scopero, creato e contribuito alla vita scientifica e culturale degli Stati Uniti. Pioniere nello sviluppo della musica contemporanea americana, le sue innovazioni comprendono l´uso rivoluzionario del set di percussioni multiple. Durante il corso della sua lunga carriera, Max Roach ha collaborato con diversi artisti quali Alvin Ailey, Sam Shepard, Dizzy Gillespie, The Boston Pops e John Williams, Cecil Taylor e i Kodo Drummers del Giappone. Autore ed esecutore di fama mondiale, Max Roach ha composto musiche per solisti, cori, orchestre, teatro, balletti, televisione e film, e non ultimo per i gruppi a suo nome: il gruppo di percussionisti M´boom, il Max Roach Quartet, il Double Quartet, e The Uptown String Quartet. In questo spettacolo Roach è affiancato da un coro gospel e da una classica jazz band.

 

I MUSICISTI DEL NILO (EGITTO)

I Musicisti del Nilo, gruppo creato dal musicista ed etnomusicologo francese Alain Weber, è costituito da musicisti originari dell’Alto Egitto, più precisamente dei dintorni di Luxor. Appartengono ad una famiglia di musicisti professionisti, i Mataquil. Anche in questa zona, come in gran parte dei Paesi Arabi, la musica popolare è affidata a musicisti professionisti che spesso appartengono a minoranze etniche; nel caso dei Musicisti del Nilo troviamo una mescolanza di origini zingare ed africane (nubiane). I Nubiani in origine erano schiavi; quando divennero liberi cominciarono ad apprendere l’arte musicale dagli zingari provenienti dalla Siria e da altre zone del Medio Oriente, dove da sempre hanno esercitato la professione di musicisti popolari. La famiglia dei Musicisti del Nilo si è formata dall’incrocio tra gente nubiana, originaria del Sudan, e zigana, attraverso matrimoni misti. I Musicisti del Nilo, come tutti i musicisti popolari, si esibiscono in occasione di feste, matrimoni, ecc. Ma è soprattutto è Metkal Kenawi Metkal, cantante solista e virtuoso di rababah (violino ad archetto a due corde) ad aver raggiunto un’enorme fama in tutto l’Egitto, soprattutto come cantante. Il suo repertorio si basa soprattutto su canti d´amore e canti epici. A Metkal Kenawi si affianca il cantore Chamandi Tewfick, poeta e interprete di canzoni a carattere epico e meditativo. Il gruppo si avvale anche di altri strumenti quali la souffara e salamyia (un piccolo flauto a sei fori) e l´arghul (doppio clarinetto ad ancia semplice). Completa il gruppo strumentale la percussione affidata a varie specie di tamburi: il daraboukka, il duf e il rekk. Il saiyidi mizmar dell’Alto Egitto è destinato esclusivamente alla danza sia essa maschile che femminile; al primo genere appartiene la danza dei bastoni che si fa risalire all´epoca dei Faraoni in cui si mima un duello tra i partecipanti. La danza femminile (raqs sharqi, “danza orientale”, nota anche come “danza del ventre”) è affidata alle danzatrici professioniste gitane (ghawazi) che l´accompagnano con piccoli cembali metallici detti sagat.

 

LA FAMIGLIA FERNANDEZ (SPAGNA)

I Fernandez sono una famiglia di sei persone, attiva già da diversi anni nel mondo del flamenco. Curro Fernandez, il capofamiglia, proviene dal Barrio de Triana, un quartiere popolare di Siviglia che è stato sede dei primi e più importanti inurbamenti dei gitani in questa città. Al cante de Triana vengono generalmente attribuite connotazioni stilistiche proprie, e gli si riconoscono importanti contributi ad alcuni generi del canto flamenco. Curro ha inciso numerosi dischi come solista e viene considerato uno dei cantanti migliori per l´accompagnamento al ballo. Pepa Vargas, la moglie di Curro, viene da una famiglia gitana di Lebrija, un paese con una importante tradizione canora, 80 km a sud di Siviglia. Per famiglia gitana non s´intende qui il nucleo familiare in senso stretto, ma l´intera comunità formata da cellule familiari con vincoli di parentela più o meno stretti: i Vargas, i Peña, i Fernandez, gli Amador, e così via. Nel 1983 la famiglia Fernandez ha partecipato, in qualità di rappresentante musicale dei Gitani di Spagna, ad una riunione di tutte le comunità zingare d´Europa, indetta dal governo indiano a Chandigarh, città ritenuta il luogo d´origine della diaspora zingara. Il repertorio classico del flamenco comprende comprende oltre 60 stili di canto (cante) e danza (baile); i differenti stili di canto o palos sono raggruppati in “famiglie”, caratterizzati da un tema melodico. I principali palos sono: soleares, siguiriyas, tangos e fandangos. La tipologia varia anche a seconda del luogo d’origine: malagueñas (di Malaga), granaìnos (di Granada), o fandangos de Huelva. Le province andaluse di Càdiz, Sevilla, Màlaga e Granada sono i luoghi d’origine della maggior parte dei palos, sebbene alcuni contributi siano giunti da altre parti dell’Andalucìa e dalle zone limitrofe di Extremadura e Murcia. In tutti questi palos, la forma musicale si basa su un giro di 12 battute (come il blues) intercalato dal canto di alcune strofe (coplas), il cui numero dipende dall’umore e dallo stato emotivo del cantaor. Il repertorio della famiglia Fernandez comprende: il martinete, canto di lavoro che si accompagna battendo sull´incudine; la siguiriya, canto a sfondo sociale i cui argomenti sono soprattutto la pena e l´emarginazione; la buleria, canto di festa che si esegue nelle nozze gitane e nei battesimi; in questi canti festivi rientra anche il tango flamenco.

 

AL SHANKAR (INDIA)

Al Shankar è largamente riconosciuto da molti critici e dal pubblico come una leggenda vivente della musica odierna, essendo un valente compositore, cantante e violinista. Figlio e discepolo degli stimati V. Lakshiminarayana e L. Seethalakshmi, comincia a prendere lezioni come vocalista dall´età di 2 anni, di violino dall´età di 5 e di percussioni dall´età di 7. Shankar, laureato in Etnomusicologia (World Music), ha approfondito il concetto di "musica del mondo" includendo la musica classica indiana e tutte le altre categorie di musica, efettuando registrazioni e concerti. Shankar si divide tra due formazioni: il gruppo pop-rock The Epidemics insieme a Caroline, e il suo gruppo classico indiano nel quale si esibisce con Caroline, Zakir Hussain, Vikku Vinayakram e qualche volta Ustad Alla Rakha. Oltre a questi progetti, Shankar è anche co-fondatore del gruppo Shakti con John McLaughlin. Lo straordinario violinista indiano Al Shankar è accompagnato da Vikku Vinayakram al ghatam (tamburo di terracotta) e Caroline alla tampura (assente Zakir Hussain alle tabla).

 

ENSEMBLE DI PERCUSSIONI DEL POPOLO BAFUT (CAMERUN)

A Bafut, nelle savane del Camerun centro-settentrionale, a soli 20 km dalla città di Bamenda, esiste un’etnia il cui capo dispone di diverse orchestre, ciascuna specializzata nell´animazione di una specifica cerimonia o festa tra le tante manifestazioni che ritmano la vita di questo popolo: la nascita, il raccolto, i funerali, le iniziazioni, ogni evento pubblico o privato è accompagnato dalla musica. Gli esecutori di questi ritmi e canti sono i discendenti di una lunga stirpe di maestri che da tempi immemorabili hanno animato le varie cerimonie del villaggio. La danza del capo del villaggio (abinenfo), che riunisce tutta la popolazione, viene eseguita al completamento del raccolto nella grande piazza centrale del palazzo del capo-villaggio. Il repertorio include ritmi come il mbaglum, asambaa, mansooh, manjong e il lelé, il cui schema poliritmico principale (3/4-6/8) serve da tappeto percussivo ipnotico sul quale lo ndorle ("tamburo parlante") sviluppa microvarianti ritmico-metriche. La marcatura del ritmo si effettua tramite il mangow (tamburo basso), il nkuee (campanaccio), e varie percussioni leggere come gli nkwaa, nchaa e ngeng che compongono la base costante su cui i solisti improvvisano secondo l´andamento della danza. Il canto è accompagnato dallo njang (xilofono) o dai nebang, flauti di canna o di corno (ntuloo).

 

IL MASTERDRUMMER "AJA" ADDY E IL SUO ENSEMBLE (GHANA)

Il popolo dei Gha (circa 300.000 persone) a cui questi musicisti appartengono, si è insediato fin dal XVI secolo nella zona costiera del Ghana, territorio lungo circa 50 km. Attraverso numerosi contatti con i popoli vicini, come i Fanti ad ovest, gli Akyen e gli Akwapim al nord, gli Ewe ad est, anche la musica dei Gha ha subìto molte influenze diverse. Infatti il territorio dei Gha per più di un secolo (1750-1900) ha fatto parte del grande impero degli Ashanti. Joseph Kpani "Aja" Addy è nato nel 1948 nella regione di Accra. Suo padre gli ha insegnato fin dall’infanzia la tecnica di tamburi: gomemi, atumpan, fumefumeni, brekete, kpaalogo mi, obrenten e odondo. Inoltre, è stato educato ad essere sacerdote del Tigari: «Per vivere bene e avere fortuna – ha affermato in un’intervista – secondo la tradizione devi avere uno spirito buono che ti segua e che possa proteggere la tua famiglia, affinché non venga colpita dalla sventura. Perciò si suona questa musica, per avere la protezione dello spirito per tutta la via. Quando si vuole invocare la protezione di questi spiriti buoni (Sakala, Nana, Tigari) perché si ha qualche problema, ci si rivolge ad un sacerdote che può comunicare con lo spirito e chiedere perché stiamo male e come potremmo guarire». La sua è una famiglia di musicisti molto nota in questa regione. "Aja" è cugino di Mustapha Tettey Addy già da tempo famoso in Europa (e che ha partecipato a MUSICA DEI POPOLI nel 1983). Fu proprio Mustapha a portare Aja per la prima volta in Europa nel 1977. Da allora Aja ha tenuto molti concerti e work-shops e collabora inoltre alla "International Ethnic Percussion Project" di Reinhard Flatischler. Il suo gruppo Tsnianaa è composto esclusivamente da musicisti del popolo Gha. Tra i cinque membri dell'ensemble c'è anche una donna, Beatrice Adjeley Mensah, una sacerdotessa del culto di Kanya, cantante e ballerina.

 

SING SING FAYE (SENEGAL)

Nella capitale del Senegal, Dakar, è il popolo Wolof ad essere dominante dal punto di vista numerico e culturale. Benchè l'Islam sia la religione generalmente praticata, i Wolof hanno mantenuto una loro struttura sociale e cerimoniale risalenti al periodo pre-islamico. La società è tradizionalmente divisa in due categorie: gli “uomini liberi” e gli schiavi (jam). Gli uomini liberi si suddividono a loro volta in geer (non-artigiani, ossia agricoltori, allevatori, pescatori) e nyeenyo (artigiani o cantastorie che in francese si chiamano griots, in mandingo djelì e in wolof gewel). La funzione di alcuni griot è di partecipare, come suonatori di tamburi, alla cerimonia ndöp, culto di possessione durante il quale gli adepti vengono posseduti dagli spiriti ancestrali. I gewel suonano vari strumenti tra cui il xalam (o khalam), liuto a cinque corde, il molo, liuto monocordo, e il riti, violino monocordo, mentre la kora e il balafon sono strumenti acquisiti dalla cultura mandingo. Altri strumenti fondamentali della tradizione senegalese sono il sabar (tamburo a calice) e il tama (tamburo a clessidra con pelli atensione variabile). Il gewel suona il suo strumento come solista o per accompagnare il canto, che è monodico e ricco di ornamentazioni melismatiche in cui prevale l’uso di scale pentatoniche. Nato nel 1937 nella penisola di Cape Vert, Sing Sing Faye appartiene ad una famiglia di griot (gewel in lingua wolof) ed è uno dei più noti e rinomati maestri percussionisti di sabar (tamburo a calice) del Senegal. Il maestro suona il sabar, tamburo a calice dell'etnia Wolof (ma diffuso anche presso i Mandingo e i Sosso). Il suonatore di sabar è il leader dell’assieme percussivo formato dal grosso lambé ("la mamma"), il gorang ("il figlio maggiore"), il mbangmbang ("il figlio minore"), il nder e il thiol.

 

JOSE "PARANA" BOMFIN E I RITMISTAS PERNAMBUCANOS (BRASILE)

Il percussionista Evandro José "Paranà" Bomfin, "carioca" (di Rio de Janeiro) di nascita e "paulista" (di Sao Paulo) d'adozione, ricopre il ruolo di alabé, ossia tamburo maestro di un gruppo che celebra il candomblé (culto sincretico afro-brasiliano) a São Paulo. É stato iniziato al candomblé angola dalla nonna che gli raccontava i miti delle divinità africane (orixa). All'età di 8 anni già suonava i tamburi adibiti al culto, gli atabaques, e a 14 suonava in tutte le feste religiose del quartiere. A 20 anni è stato eletto come musicista portavoce di Ilê Axé Ogun, dio del ferro e della guerra. Accanto a questo ruolo di alabé, Paranà lavora molto fuori della sfera religiosa. Ha scritto musica da ballo, ha lavorato con complessi jazz d'avanguardia e ha studiato con musicisti africani, diventando un abile percussionista multistrumentista. I Ritmistas Pernambucanos provengono dalle due maggiori scuole di samba di Recife, capoluogo dello stato di Pernambuco. I mass-media si concentrano generalmente sulle scuole di samba di Rio de Janeiro in occasione del Carnevale, ma in Brasile esistono molti tipi di carnevale tra cui quelli di Bahia e Recife occupano i primi posti. Recife possiede circa 200 organizzazioni carnevalesche riunite in circa 40 scuole di samba. Come accompagnatori delle scuole di samba, i Ritmistas si esibiscono soprattutto durante il carnevale. La baterìa de samba è il nucleo centrale e propulsore di ogni escola de samba, e i Ritmistas possono suonare sia come membri della baterìa oppure riunirsi in un piccolo gruppo autonomo (ala) all'interno della scuola.
I Ritmistas di Pernambuco suonano ciascuno uno strumento diverso: pandeiro (tamburello), surdo (grosso tamburo cilindrico), repinique (piccolo tamburo cilindrico), cuica (tamburo a frizione), tamborim (piccolo tamburello privo di sonagli), reco-reco (idiofono a sfregamento) e cavaco-banjo (banjo). Il repertorio comprende varie forme di samba, dalla batucada alla pagodes, e brani popolari del repertorio delle scuole di samba di Rio e Recife.

 

VOCI BULGARE (BULGARIA)

Il Coro delle Voci Bulgare di Pirin, diretto dal M° Kiril Stefanov, è presente con vari brani nel noto Lp "Le Mystère des Voix Bulgares" (Vol. 2) realizzato dall´etnomusicologo Marcel Cellier. Catalogato come musica “folk”, in realtà il loro repertorio è formato da brani originali, non tradizionali, composizioni corali moderne altamente sofisticate; le sole canzoni “popolari” sono quelle lente caratterizzate da a soli con ricche ornamentazioni e interpretate tradizionalmente durante le occasioni festive chiamate sedyanki. Gran parte della musica bulgara, sia cantata che suonata, era tradizionalmente priva di un supporto armonico, oppure eseguita con un semplice bordone come quello delle cornamuse. Tuttavia, in alcune zone è diffusa una forma polivocale originale e complessa. Nel distretto di Shop, vicino a Sofia, le donne dei villaggi cantano in un’armonia a due o tre parti, sebbene sia estranea alle concezioni armoniche occidentali, ricca di dissonanze, clusters, vibrati e glissandi. Le cantatrici stesse affermano di cantare come suonano le campane. Nel distretto di Pirin, nel sud-ovest, le donne dei villaggi eseguono due diversi canti a due voci con due testi differenti contemporaneamente risultando un’unica tessitura a quattro parti. Lo stile polifonico è normalmente un’esclusiva delle donne, sebbene a Pirin anche gli uomini utilizzino la forma polivocale, ma per un repertorio differente e in uno stile più semplice e robusto.

 

 

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