Fondazione Lavoratori Officine Galileo

MdP 2004

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SALLY NYOLO (CAMERUN) 1 ottobre


Originaria del sud del Camerun, Sally Nyolo si trasferì a Parigi all'età di tredici anni. Dopo l'esperienza eclatante come leader del gruppo vocale femminile Zap Mama, si appassionò definitivamente al bikutsi (ritmo tradizionale in origine suonato da un'orchestra di xilofoni mendzan) quando nel 1998, rientrata in Camerun per un breve tour e per girare un video, avvertì fortemente il richiamo delle proprie radici traendo ispirazione dal canto delle donne Beti (da cui il titolo dell'omonimo CD, uscito nel 2000). Questa ricerca musicale prosegue in Zaione (nome della sua bambina) in cui i ritmi tradizionali si mescolano al soukouss, al reggae e al samba.
Il suo canto è nella sua lingua madre: l'eton. Un canto in contatto con il ritmo originario degli antenati dell'Africa. È il bikutsi, un ritmo antichissimo. Gli abitanti delle foreste del Camerun lo utilizzano, come un vero e proprio linguaggio, per salutare le anime dirette in paradiso. Il bikutsi è l'anima della foresta. Lo strumento utilizzato per suonarlo è un tipo di chitarra a dieci corde metalliche, simile al birimbau, con un suono a metà strada fra chitarra e basso. Il ritmo è molto serrato ed è stupefacente osservare i musicisti suonarlo anche per un'intera giornata senza fermarsi mai. Le composizioni di Sally Nyolo sembrerebbero costruite apposta per la sua voce; oppure, è la sua voce che è perfetta per questi suoni puri e naturali, per queste atmosfere, così africane, appunto, nell'immaginario europeo. Il tono incantatore, evocativo della sua voce rendono tuttavia familiare all'ascoltare questo linguaggio, tanto che sembra di poterne afferrare quasi il senso.

 

TAMAE (MADAGASCAR) 2 ottobre



Il duo Tamae, termine in dialetto malgascio che significa "speranza", è formato dalle due sorelle Yollande e Delake che presentano le canzoni tradizionali del sud del Madagascar. Con le loro voci magiche e cristalline, impegnate in vere e proprie acrobazie vocali, conquistano immediatamente le platee di tutto il mondo.
La musica malgascia è stata influenzata da varie culture, vi si trovano elementi africani, indiani ed europei. Nelle canzoni del duo Tamae puoi scoprire suoni strani e nello stesso tempo molto familiari. Nel sud del Madagascar la musica ed il canto sono sempre stati parte integrante della vita quotidiana: le persone, per abitudine, mentre fanno qualsiasi cosa cantano quasi sempre. Le due sorelle hanno imparato il repertorio tradizionale e i vari stili musicali dai loro genitori, anch'essi cantanti. In seguito hanno deciso di far conoscere la bellezza e la varietà delle canzoni del Madagascar in tutto il mondo.
I loro concerti sono incentrati sui virtuosismi e sulle melodie polifoniche del canto, che viene accompagnato con alcune semplici percussioni (tamburelli fatti di zucca, strumenti con tintinnìi di pietre, djembé, langoro, etc.) e da alcune danze tradizionali. Con le loro straordinarie voci ci raccontano storie sulla vita quotidiana, parabole sulla ricchezza e la felicità, ma anche particolari situazioni e problematiche sociali quali la poligamia, la miseria ed i maltrattamenti in generale.

 

AICHA MINT CHIGHALY (MAURITANIA) 2 ottobre


Aïcha Mint Chigaly è la figlia di uno dei più famosi griot mauri (iggiw), colei che ha ereditato quest'arte, azawan, per tradizione familiare secolare. Nel suo paese si è guadagnata una grande reputazione per le sue qualità canore e come musicista dell'arpa ardin, strumento tradizionalmente riservato alle donne, ma anche per la fedeltà all'eredità musicale e poetica della famiglia a cui appartiene. La voce di Aïcha ha la straordinaria versatilità peculiare dello stile vocale dei Mauri. Il repertorio è costituito da canti di lode al Profeta, canti di elogio ai guerrieri, canti satirici e canti d'amore. E' accompagnata da un liuto, il tidinit, un timpano, il tbal, e la voce della giovane Emane Mint Chighaly.

 

 

FAYTINGA (ERITREA) 2 ottobre


Cantante e suonatrice di krar (lira), a 39 anni è una delle interpreti più note e amate della musica eritrea. E' figlia di un leggendario guerrigliero e danzatore, Faid Tinga, da cui ha preso il nome d'arte. Lei stessa militante del fronte di liberazione eritreo, è diventata una star e un simbolo di Asmara e in tutto il Paese, dove è in prima fila nella battaglia per l'emancipazione delle donne africane. Si è esibita con successo in tutto il mondo. Propone la musica dell'etnia Kunama e canta con una voce "di testa" di suadente dolcezza.

 

LURA (CAPO VERDE) 9 ottobre


Lura è l'artefice di un nuovo stile - che molti ritengono essere il futuro della musica capoverdiana - in cui i generi tradizionali e popolari della morna e della coladera si mescolano al jazz, al soul e al R&B, arricchendo un repertorio affollati di ritmi come il batuku, il tabanka e il funana.
Nata nel 1975, la sua carriera artistica inizia come corista dei maggiori cantanti africani lusofoni: Cesária Évora, Bonga, Tito Paris, Paulino Vieira, and Paulo Flores. Il suo nome è cominciato a circolare con l'uscita del suo primo album (Listen to Lura), pubblicato nel 1996. La consacrazione internazionale invece è arrivata con la partecipazione alla compilation Red Hot in Lisbon, una raccolta di artisti di lingua portoghese (David Byrne, Caetano Veloso, Djavan, Marisa Monte and Airto Lindsay) riuniti per raccogliere fondi a favore della campagna anti Aids. Il 2002 è l'anno della pubblicazione di In Love, il suo secondo album che include ben sette canzoni composte da Lura. Con il nuovo album, Di korpu ku alma (Di corpo e anima) Lura si conferma come una cantante innovativa e avventurosa.

 

COCO MBASSI (CAMERUN) 15 ottobre


La voce brillante e soave di Coco Mbassi è stata a lungo tempo nascosta dietro quella di molte star della world music con le quali ha collaborato come corista: Salif Keita, Toure Kunda, Ray Lema, Oumou Sangare, Dee Dee Bridgewater e Demis Roussos. Comunque, da quando ha pubblicato il suo primo album da solista, 'Sepia' (Tropical Music / BMG) l'anno scorso, è finalmente diventata lei stessa una delle protagoniste nella scena della musica africana moderna.
Mbassi aveva sette anni quando per la prima volta ha calcato le scene nel suo paese natìo, il Camerun, vincendo concorsi canori locali. E' stata membro del coro gospel africano 'The Cherubs' dal 1990 al 1996, ma durante questi anni ha continuato la sua attività come corista in molte formazioni di musica africana. Nel 1996, Mbassi ha vinto il prestigioso premio 'Dèvouvertes' ('scoperta'), premio conferito da Radio France International e ha cantato per la prima volta a nome proprio all' Hot Brass club di Parigi. Da allora ha effettuato numerose tournée in Europa, esibendosi anche al leggendario Olympia di Paris, e suonando in numerosi festival negli Usa e in Canada. Nel 2001 Coco ha vinto il premio della Critica discografica tedesca e l'anno successivo ha avuto una nomination per il World Music Awards della BBC Radio 3.

 

DOBET GNAHORE' (COSTA D'AVORIO)


Dobet Gnahoré, giovane cantante e percussionista ivoriana d'origine Bété (Côte d'Ivoire), figlia di un noto maestro percussionista, Boni Gnahoré, interpreta con voce calda le proprie composizioni in differenti lingue: bété, fon, baoulé, lingala, wolof, malinké, mina e bambara (oltre che brani in francese e in inglese); si tratta di composizioni basate sulle polifonie tradizionali africane, che combinano i canti bété con i canti pigmei centrafricani e ispirati ad un ampio spettro di ritmi e generi di musica pop africana, dalla musica mandinga alla rumba congolese, dal ziglibiti ivoriano al bikoutsi camerunense, dall'high-life ghanese ai cori zulu, il tutto condito con sonorità spiccatamente jazzistico. Il gruppo si compone del chitarrista francese Colin Laroche de Féline, la corista e ballerina ivoriana Honakami Tapé e del percussionista marsigliese Hamid Gribi.

 

OUMOU SANGARE' (MALI) 29 ottobre


Oumou Sangaré è la più acclamata cantante del Mali, un'icona della femminilità e della libertà di spirito, protagonista della lotta per i diritti delle donne e critica verso antiche usanze della società tradizionale. Oumou è una donna che ha dovuto combattere molte battaglie personali per diventare una cantante professionista in una società nella quale le donne hanno pochi diritti civili, nella quale è ammessa la poligamia e i matrimoni sono molto spesso combinati. Oumou è nata a Bamako nel 1968 da genitori originari di Medina Diassa, vicino a Yanfolila, il cuore della regione Wassoulou. Nella sua musica lei ricrea il ricco panorama multietnico di quest'area remota del Mali, che è in parte Fula e in parte Bambara.
Sua madre, Aminata Diakhite, anche lei cantante, come molte altre donne della sua generazione ha dovuto condividere il marito con altre due donne, usanza molto diffusa nei paesi islamici. Questa esperienza di poligamia e le sofferenze causate da questa situazione ebbero un impatto molto profondo sulla sua personalità. La madre incoraggiò lo sviluppo delle sue doti vocali portandola ad esibirsi in pubblico all'età di sei anni, nella sala dell'Omnisport Stadium di Bamako. Per tranquillizzarla, la madre le disse: "Canta come se fossi a casa in cucina!". Dopo aver fatto parte dell'Ensemble Nationelle du Mali, Oumou fu richiesta da Bamba Dammele (veterano del Super Djata Band) per accompagnare la sua troupe di percussionisti Djoliba nel 1986 per un tour europeo. Di ritorno da questa esperienza emozionante, Oumou decise di formare un proprio gruppo con uno stile basato sullo musica tradizionale della sua terra, il wassoulou.
Il wassoulou - malgrado il suono tradizionale - non è uno stile antico, risale solo agli anni '60, e si basa sulla mescolanza tra l'antica tradizione dei riti di caccia con i canti di elogio e canti del raccolto; il tipico sound wassoulou è conferito da strumenti tradizionali, quali il karinyang (raschiatoio), il fle (sonaglio di zucca con conchiglie) e il liuto kamalen ngoni (lett. 'arpa/liuto del giovane').Gli strumenti acustici possono dare un sapore "tradizionale" alla sua musica ma in realtà gran parte della sua musica nasce dalla sua immaginazione creativa. Il suo primo album, Moussolou ("Donne") uscito nel 1989 vendette più di 200.000 copie nell'Africa Occidentale. Il suo esordio al di fuori dell'Africa, lo deve al chitarrista maliano Ali Farka Touré, che nel 1991 fece in modo che la casa discografica inglese World Circuit rilevasse i diritti del disco per il mercato europeo. Due anni dopo, la World circuit produsse il suo secondo disco, "Ko Sira" ("Matrimonio Oggi"), che nel 1993 vinse il premio europeo come miglior album di world music dell'anno. Nel 1995 fece una tournée in tutto il mondo con il tour Africa Fete assieme a Baaba Maal, Boukman Eksperyans, e Femi Kuti, debuttando negli Usa al Central Park di New York. Seguirono il terzo album, "Worotan" ("Dieci noci di cola" - la dote tradizionale in Mali), pubblicato nel 1996, e il quarto, "Laban" Nel 2001, Oumou vinse il premio della musica 2001 dell'International Music Council/UNESCO per il suo contributo attraverso la musica "per l'arricchimento e sviluppo della musica e il sostegno della pace, la comprensione tra i popoli e la cooperazione internazionale".

 

ANGELIQUE KIDJO (BENIN) 30 ottobre

 

" La musica non è solo emozione e ritmo. E' qualcosa che parla di una cultura e del suo popolo ! " Angelique Kidjo non è solo una delle più entusiasmanti ed elettrizzanti performers nel mondo musicale odierno, ne è anche una delle più originali e creative personalità, un' artista la cui missione è sempre stata, fin dagli esordi, quella di riuscire a creare un linguaggio comune, un filo che legasse diverse culture.
La sua musica si basa sullo stile afro-funk, con scarsa influenza della musica tradizionale del Benin, suo paese di nascita, anche se canta in lingua fon, la principale lingua del Paese. Piuttosto le sue composizione risentono dello stile vocale zilin beninese. Il suo primo modello e fonte di ispirazione è stata la grande Miriam Makeba, poi James Brown e Santana; come molti altri artisti africani, per far carriera si trasferì a Parigi, la città che è stata il trampolino di lancio di artisti del calibro di Salif Keita e Mory Kante. La Kidjo esplose sulla scena musicale nel 1991 con la hit "Batonga" e guadagnò ulteriore fama e successo con il tour "Africa Fete" del 1992, cui partecipò accanto a Peter Gabriel e Branford Marsalis. Nel 1995 uscì "Fifa" in cui la cantante beninese esplora i canti dei villaggi del Benin. Oggi Angelique è diventata una delle più acclamate star della musica africana. Ora, con suo marito, Jean Hebrail, ha scritto e inciso tredici nuove canzoni per il suo ultimo album Oyaya! - il terzo dopo Oremi e Black Ivory Soul - in cui esplora ritmi dell'area caraibica: salsa, calypso, merengue e ska.

 

NAHAWA DOUMBIA (MALI) 1 novembre

 

Nahawa Doumbia è nata a Mafélé, un piccolo villaggio capoluogo della regione del Wassoulou (sud del Mali). La madre, che morì poco tempo dopo la sua nascita, le predì un destino fuori del comune: che diventasse una grande cantante, nonostante non appartenesse alla casta dei griot, ma a quella dei fabbri. Nahawa crebbe con la nonna a Manankoro, vicino a Bougouni, ma la sua famiglia adottiva la tenne lontana dal canto. Fino a quando alcuni funzionari del Ministero della Cultura scoprirono le sue doti canore e debuttò nel 1980 alla 'Biennale de la Jeunesse" di Bamako.
In seguito, Nahawa è diventata un idolo in Mali. Incise tre dischi negli anni '80, finché iniziò la collaborazione con il produttore Ibrahima Sylla che la portò a Parigi per registrare con Boncana Maiga l'album Didadi, che rappresentò l'inizio di una carriera internazionale. In questo lavoro, come nei successivi (Nyama Toutou e Mangoni), l'approccio è quello di fondere i ritmi africani con la strumentazione moderna. Negli album, Yankaw e Yaala, Nahawa torna alle sue radici, alla musica tradizionale del Wassoulou, eseguita con strumenti tradizionali: balafon, kamele n'goni e percussioni.

Nonostante il fatto che non sappia leggere e scrivere, Nahawa è l'autrice della maggior parte dei testi e delle musiche. Trae ispirazione dai fatti della vita quotidiana, nella propria storia come specchio delle sofferenze della vita. I suoi testi sono spesso di interesse sociale, forniscono consigli sulla condotta morale o su come affrontare gli avvenimenti che ci preserva il destino. Al festival "Musica dei Popoli", Nahawa presenterà alcuni brani del suo ultimo album, Diby ('l'ombra', 'l'oscurità').

 

 
 

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