Fondazione Lavoratori Officine Galileo

MdP 2008

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LA MACANITA (Spagna)

La Macanita - canto
Manuel Parrilla - chitrarra
Chicharo – palmas (battimani)
Gregorio – palmas (battimani)

Tomasa Guerrero Carrasco, “LA MACANITA” (dal nome del padre, “El Macano”), è nata nella città andalusa di Jerez de la Frontera nel 1968, più precisamente nel barrio gitano Santiago, culla di molti dei più grandi artisti di flamenco. Ancora bambina entra a far parte del rinomato gruppo giovanile España-Jerez, guidato da Manuel Morao, assieme alla bailaora Manuela Carpio cui segue l’ingresso nel Coro de Villancicos de la Cátedra de Flamencología con cui incide alcuni albums. Talento assai precoce, a soli 15 anni tiene il primo concerto da solista e da quel momento la sua carriera si sviluppa senza sosta, passando per le esperienze artistiche più diverse.
Il regista Carlos Saura la vuole nel suo film “Flamenco”, poi prende parte alla serie televisiva "Rito y Geografía del Cante" consolidando la sua fama internazionale.
Tra televisione, teatro e un’intensa attività concertistica, incide 6 album a suo nome tra cui il più recente, “La luna de Tomasa”, arrangiato da Isidro Sanlùcar, sarà proposto durante l’esibizione al Festival MUSICA DEI POPOLI 2008, con l’emergere dal profondo dell’animo dei lamenti della soleá e del tiento in un crescendo di pathos che suscita forti emozioni negli ascoltatori: «è quel particolare Cante che non è facile trovare oggi, il Cante che scuote l’anima e ha duende, dove l’istinto governa la ragione» (Manuel Martìn Martìn – EL MUNDO)
LA MACANITA possiede una voce fuori dal tempo: la sua giovinezza e la sua bellezza celano la sua preferenza per l’arcaico, l’incontaminato timbro vocale del sonido negro. Come la reincarnazione de La Niña de Los Peines (la più grande cantaora di tutti i tempi), il suo canto è assolutamente puro e totalmente flamenco, libero da condizionamenti o altre influenze; nelle sue esibizioni porta un pizzico di Jerez nel ‘cocktail’ di flamenco, accompagnata dalla rivelazione della chitarra flamenco Manuel Parrilla e dai palmeros (battimani) per eccellenza, Gregorio e Chicaro, trio di affiatatissimi musicisti con i quali suona da tempo.

 

PARISSA (Iran)

Parissa (Fatemeh Vaezi) - voce
Iman Vaziri - Tar
Seyed Ehsan Zabihifar - Kamancheh
Ali Rahimi – Tombak

PARISSA è considerata la migliore interprete femminile del repertorio tradizionale persiano e il suo nome è sinonimo di una delle voci classiche più sublimi e profonde della musica colta iraniana. Scoperta al Festival di Shiraz del 1970, PARISSA ha studiato al prestigioso Conservatorio di Teheran, dove è stata allieva del leggendario Mahmoud Karimi, ma ha raggiunto la sua maturità artistica quando ha cominciato la sua collaborazione con l’Ensemble Dostan, il gruppo di cinque musicisti classici iraniani che la hanno accompagnata anche nel suo passaggio per il Festival di Fes (2007), dove ha incantato il pubblico con una commovente ed intensa versione di poesie religiose sufi.
Con una vocazione giunta in età precoce, PARISSA interpreta la sua musica come fenomeno bidimensionale, materiale e spirituale, come riflesso della natura umana. La musica è concepita come arte sacra e sublime, capace di liberare dai legami terreni per addentrarsi nel mondo mistico della meditazione e della spiritualità.
Al Festival presenterà il suo ultimo album, “Semplicity”, accompagnata da Iman Vaziri (tar), Seyed Ehsan Zibihifar (kamancheh) e Ali Rahimi (tombak). I musicisti sul palco, tutti specialisti di musica classica persiana, non privilegiano però il virtuosismo fine a sé stesso o l’esibizione della perfezione tecnica come apoteosi artistica: la dimensione spirituale, tanto nella performance musicale che nella partecipazione del pubblico, richiesta anche dagli stessi musicisti, rimane l’aspetto essenziale della loro musica.
Un’esibizione di rara bellezza, con la voce cristallina di PARISSA e l’alchimia del trio capace di trarre dai diversi strumenti musicali una gamma molteplice di polifonie imprevedibili, che riportano alle raffinate atmosfere dell’impero persiano.

 

“Omaggio a Rosa Balestrieri” (Italia)
con Luclilla Galeazzi, Fausta Vetere, Clara Murtas & Pirati a Palermo

LUCILLA GALEAZZI Voce
CLARA MURTAS Voce
FAUSTA VETERE Voce
ANITA VITALE Voce
MARIO INCUDINE Chitarra battente, plettri e voce
MASSIMO LAGUARDIA tammorre, tamburelli, percussioni, voce
LUCA LO BIANCO Basso
ANTONIO VASTA Fisarmonica, organetto e zampogna a paru
ANTONIO PUTZU Fiati

Un concerto dedicato a Rosa Balistreri (che avrebbe compiuto 80 anni nel 2007) e che vede riunite alcune tra le più importanti rappresentati della cultura etnofolk italiana (Fausta Vetere, Lucilla Galeazzi, Clara Murtas) nel riproporre i brani del celebre repertorio de “la Voce della Sicilia” insieme all’organico tutto siciliano dei Pirati a Palermo.
Fausta Vetere entra nel gruppo La Nuova Compagnia di Canto Popolare nel 1970. Gira il mondo e canta nei più importanti teatri sia in Italia che all’estero mietendo sempre grandi consensi e personali citazioni su tutta la stampa.
Lucilla Galeazzi, allieva di Giovanna Marini, è stata componente del suo quartetto vocale dal 1977 al 1994. Dopo numerose collaborazioni con prestigiosi musicisti italiani, da Roberto de Simone ad Ambrogio Sparagna, inizia la sua carriera solista e oggi è una delle più rappresentative artiste di musica Folk italiana. Acclamata non solo nel nostro paese ma ovunque nel mondo, è protagonista di tournée e concerti che l’hanno portata da Lontra alla Palestina, dalla Francia allo Yemen.
Clara Murtas, terza ospite del concerto, è la straordinaria artista sarda che vanta esperienze molteplici dal Folk al Jazz alla musica Contemporanea, come il sodalizio con il maestro Ennio Morricone che le ha dedicato una sua composizione.
Le tre grandi interpreti sono accompagnate dai Pirati a Palermo, gruppo di giovanissimi allievi dell'Istituto di Musicologia dell'Università di Palermo che ha deciso di dedicare il proprio progetto musicale ad una rielaborazione filologica del repertorio della grande Rosa Balistreri; l’ensemble è composto da Mariangela Vacanti e Anita Vitale (voci), Mario Incudine (chitarre, plettri e elaborazioni musicali), Massimo Laguardia (tammorre), Antonio Vasta (fisarmonica, zampogna e organetto), Antonio Putzu (fiati).

 

ANA MOURA (Portogallo)

ANA MOURA è una delle più interessanti voci femminili della nuova generazione legata al fado, nonché una delle artefici della rinascita di questo genere e della sua diffusione oltre i confini del Portogallo. Per il suo timbro intenso e passionale è stata spesso paragonata alla grande Amalia Rodriguez, ma dall’eredità della storica cantante ANA MOURA ha saputo trarre spunti originali e singolari. Se infatti rimane forte il legame con il fado tradizionale, nel suo stile si scoprono elementi assolutamente unici e la sua musica si caratterizza per l’uso di soluzione innovative soprattutto negli arrangiamenti e nei testi, tratti anche da poeti contemporanei. Se poi allo straordinario talento si aggiungono le sue eccezionali doti vocali ed espressive si spiega come abbia incantato gli appassionati di fado, e non solo, di tutto il mondo. Anche i Rolling Stones l’hanno voluta sul palco come ospite del loro concerto nello stadio Benefica di Lisbona dopo averla sentita cantare nella storica Casa del Fado e nel 2005 ha cantato al prestigioso Carnagie Hall di New York registrando il tutto esaurito. Un’ulteriore consacrazione per ANA MOURA che, ad appena 25 anni, può essere già considerata una grande star di livello internazionale.

 

NATACHA ATLAS & Mazeeka ensemble (Egitto)
“Ana Hina”

NATACHA ATLAS è una che di miscele culturali se ne intende, non per moda ma perché lei stessa è l’incarnazione vivente di mondi diversi che si sono incontrati con successo. Le sue origini sono quanto di più intricato si possa immaginare. Suo padre, nato a Gerusalemme, aveva antenati marocchini ed egiziani di origine ebraica mentre la madre era inglese. Lei, nata a Bruxelles e cresciuta a Northampton, in Scozia, si è subito confrontata con culture e stili di vita fra loro diversissimi arrivando a parlare l’arabo, il francese, l’inglese e lo spagnolo. Ma a renderla unica è stata soprattutto la sua voce: limpida e malleabile, mistica come il mondo stesso che rappresenta. NATACHA ATLAS inizia la sua carriera artistica come cantante e danzatrice del ventre ed in poco tempo si fa notare per le sue indubbie qualità divenendo la cantante dei Transglobal Underground, band con la quale raggiunge un’importante successo internazionale e che non abbandonerà mai pur continuando lavorare a progetti individuali. La sua carriera è costellata infatti da una lunga serie di progetti che vanno dall’elettronica unita a tonalità etniche, fino al recupero di canzoni autenticamente magrebine. Al festival Musica dei Popoli NATACHA ATLAS presenta il suo ultimo album, “Ana Hina”, realizzato con la MAZEEKA ENSEMBLE, orchestra eclettica e versatile, formata da 7 musicisti di altissimo livello provenienti dalle culture più diverse, per un sound davvero ‘globale’.

 

SUSANA BACA (Perù)

Susana Baca
Tuba
David Pinto
Fico
Sergio Valdeos
Hugo Bravo
Juan Medrano

In spagnolo, “recuperar” significa recuperare il passato, salvarlo dalla devastazione del tempo. Significa condurre insieme ciò che si è disgregato; ha anche il più ovvio significato di guarire, sanare, stare meglio. Ognuno di questi significati descrive la vita e il lavoro di SUSANA BACA.
Nata nel barrio litorale nero di Chorrillos, appena fuori Lima, dove hanno vissuto i discendenti degli schiavi africani, è cresciuta in un ambiente familiare favorevole all’apprendimento della musica e della danza: «Mio padre suonava la chitarra e mia madre mi ha mostrato i primi passi di danza (era una ballerina, non una cantante). Il mio repertorio è sia nuovo che vecchio. Deve essere così. È così che si cresce nella vita. E cresci dentro la tua cultura. Ci sono delle canzoni appartenenti alla tradizione che parlano della vita dei nostri nonni che vivevano nelle campagne, altre dicono di più sul ritmo e sulla danza: sono il festejo, il landò, il golpe ‘e tierra. Alcune canzoni sono più legate alla vita in città con musica più ‘composta’: il valzer, la marinera e la zamacueca. Poi ci sono quelle che nella loro gioia e dolore condividono una diversità ritmica e interpretativa; come la cultura afro-peruviana, sono miscugli di forme molto differenti».

"Scoperta" da David Byrne (per la cui etichetta Luaka Bop pubblica i suoi dischi), SUSANA BACA ha da poco pubblicato il suo ultimo cd “Travesías”, disco eclettico e raffinato, in cui canta in diverse lingue con ospiti come Gilberto Gil e Marc Ribot. «Non ho mai voluto diventare un museo per i morti. Interpretare le vecchie canzoni della tradizione in un nuovo modo è sempre stato il mio più grande obiettivo. Questo è ciò che unisce il vecchio e il nuovo, tutto ciò che è nostro in una storia senza fine».

 

AYNUR (Turchia)

Aynur Karadogan canto, baglama
Neriman Günes Akalin violino
Cemil Kocgün baglama
Yasin Boyraz kaval
Baris Boyraz percussioni, basso elettrico
Yilmaz Yesilyurt percussioni

Con la sua ampia estensione vocale, AYNUR, nata nel 1975 a Tunceli, esegue sia canzoni popolari kurde e turche che composizioni originali, combinando perfettamente l’eredità musicale della tradizione kurda con l’incredibile potenza della sua voce. Dopo aver partecipato al film del regista Fatih Akin “Crossing the Bridge”, si è esibita in concerti e festival in tutto il mondo, portando ovunque il bagaglio musicale dei suoi antenati e la sua voce portentosa.
Come molti altri negli ultimi due decenni, AYNUR KARADOGAN e la sua famiglia hanno lasciato il Kurdistan per stabilirsi ad Istanbul dove, durante la sua infanzia, la lingua e la cultura kurda erano ufficialmente vietate. Nel corso del processo di assimilazione, molti figli di emigranti hanno dimenticato la lingua madre e proprio la musica (e la recente apertura politica della Turchia) hanno permesso ad AYNUR di usare queste nuove libertà per presentare le tradizioni della sua gente con grande naturalezza. Insieme ai suoi musicisti offre un volto moderno alla vecchia musica kurda, interpretando le sue canzoni fatte di storie epiche e lamenti di un popolo represso come una sorta di gospel orientale, dalle influenze arabe, mesopotamiche e addirittura ebree.

 

SABA (Italia/Etiopia/Somalia)

Saba Anglana - voce
Cheikh Fall – kora, djembè
Tatè Nsongan - chitarra acustica
Martino Roberts - basso

SABA ANGLANA, attrice, cantante e intreprete somalo-italo-etiope, nasce a Mogadiscio, figlia di un ex ufficiale dell’esercito italiano e di un’etiope nata e vissuta in Somalia. Attraverso un percorso originale, SABA con la sua musica di naturale contaminazione, affronta i temi del viaggio, della diaspora del suo popolo, degli affetti, della nostalgia, dell’immigrazione, ma soprattutto, come importante controtendenza in quest’epoca di nazionalismi in competizione, il tema dell’identità dinamica, multipla e in costante movimento. Nel suo ultimo disco, “Jidka” che in somalo significa “la strada”, “la linea”, SABA traccia il legame, ancora troppo spesso conflittuale, tra cultura africana ed europea esplorando i rapporti tra la Somalia e l’Italia con rara sensibilità e delicatezza, dosando sapientemente chitarre acustiche e kora, ritmi della tradizione africana e suoni percussivi contemporanei.

 

 

MOR KARBASI (Israele)

Mor Karbasi – voce, harmonium
Joe Taylor – chitarra acustica e elettrica, voce
Andres Ticino - percussioni
Jorge Bravo - chitarra

MOR KARBASI, cantante israeliana residente a Londra, in occasione di Musica dei Popoli presenta i brani del suo ultimo album “The Beauty and the Sea”. Discendente da ebrei marocchini e persiani, con la sua superba voce intraprende un viaggio musicale dai giorni nostri fino alle proprie radici, vero melting pot culturale. MOR KARBASI canta in spagnolo, ebraico, ladino e inglese ondeggiando tra sonorità tradizionali e influenze moderne che, partendo dalla Spagna medievale arabo-moresca, attraversano il Nord Africa e l’Europa mediterranea fino ad Israele. I canti in ladino, risalenti ad oltre 500 anni fa, sono arrangiati con tocco delicato dal chitarrista inglese Joe Taylor, suo partner musicale insieme ad un quartetto di musicisti internazionale.

 

 

 

 

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