Fondazione Lavoratori Officine Galileo

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Musica dei Popoli 2015

Eventi Speciali

 

mercoledý 28 e giovedý 29 Ottobbre - ore 10.30
AUDITORIUM FLOG

Progetto didattico

“Pulsazioni. Il cuore musicale dell’Africa”

Lezione-concerto sulla musica tradizionale africana con
 

  BAFOULABE (Senegal e Guinea)


“BafoulabÚ The Band” Ŕ un progetto meticcio, nel quale le radici dell’antica cultura orale mandinga e sussu dell’Africa occidentale si incontrano con le modalitÓ espressive dei ghetti urbani del mondo globale, con il rock, il jazz, l’elettronica, il rap e il reggae. La musica proposta dalla band Ŕ dolce e struggente nelle sue antiche melodie, complessa e irresistibile nella ferocia dei suoi ritmi e delle sue improvvisazioni. ╚ musica tradizionale che parla il linguaggio della modernitÓ, rendendone accessibili le innumerevoli dimensioni che vanno dall’estetica al senso dei suoi testi.
BafoulabÚ – nato dall’incontro tra musicisti africani e appassionati italiani - rappresenta un sogno, immaginare cioŔ che la musica possa superare la barriera della diversitÓ e unire i cuori delle genti in una sorta di fratellanza concreta. Il gruppo musicale BafoulabÚ Band Ŕ attivo dal 2010 con l’intento di raggruppare i migliori musicisti della diaspora dell’Africa dell’ovest presenti in Italia. Al progetto dei BafoulabÚ hanno partecipano fieramente musicisti e griot provenienti dal Senegal, dalla Guinea, dalla Gambia e dalla Costa d’Avorio che, portando con sÚ le loro storie, i loro strumenti e le loro musiche, hanno proposto negli anni un repertorio di musica tradizionale mandinga: epiche e storie tramandate dai griot di padre in figlio, che narrano dell’impero del Mali e dei suoi eroi.
BafoulabÚ simboleggia l’incontro tra persone e culture diverse, all’inizio difficile, ma che con il tempo ricompensa generosamente chi ha coltivato un interesse sincero. Per superare le distanze interculturali e recuperare almeno in parte la magia di un linguaggio comune i BafoulabÚ hanno trasformato la loro musica meticciandola con le forme contemporanee dell’espressione musicale popolare, come il rock, il rap e il reggae. Il risultato Ŕ una sintesi nuova che traduce l’antico patrimonio artistico africano nella grammatica universale delle musiche urbane del mondo globalizzato, fondata sul classico quartetto rock chitarra – tastiere – basso – batteria, in cui chitarra e tastiere sono sostituite dagli strumenti tradizionali kora e balafon. In sostanza l’operazione agisce sulla rappresentazione, con l’obbiettivo di restituire alla musica la sua multidimensionalitÓ e il suo senso originale.

Il progetto interculturale Ŕ diretto all’approfondimento della conoscenza della musica dell’Africa Nera, abbinando la parte formativa e didattica all’elemento spettacolare e alla facilitÓ di fruizione per un pubblico giovanile studentesco.
Le esibizioni verranno adeguatamente presentate dai musicisti africani che esporranno agli studenti e agli insegnanti durante lo spettacolo, le proprie tradizioni musicali, gli strumenti utilizzati, le culture da cui provengono. La scelta di operare illustrando sonoritÓ, aspetti timbrici, scelte melodiche e/o ritmiche, esperienze, direttamente dalla ‘voce’ dei musicisti tradizionali, oltre ad essere un valido strumento conoscitivo, pu˛ rappresentare per gli studenti uno stimolo e un incentivo all’apprezzamento e all’approfondimento di tradizioni musicali che fanno parte del patrimonio culturale di un popolo.


Le lezioni-concerto saranno tenute dal griot e suonatore di kora (arpa-liuto a 21 corde) Madya Diebate (Senegal), il suonatore di balafon (xilofono) Naby Camara (Guinea), il percussionista Ady Thioune (Senegal) e, ospite speciale, il grande cantante griot (cantastorie) Badara Seck (Senegal).

 

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sabato 14 novembre - ore 21.30

TEATRO PUCCINI

TAMBURI DEL BURUNDI

Unica data italiana!



In origine la tradizione dei maestri percussionisti del Burundi (i batimbo) Ŕ strettamente legata alle cerimonie di omaggio al re, il mwami, ma dopo l’assassinio dell’ultimo mwami nel 1972 i tamburi reali vengono usati per il presidente e gli alti dignitari. Il gruppo di percussionisti si esibiva in occasioni eccezionali (intronazione, funerali, etc.) e accompagnava le autoritÓ nei viaggi all’interno del paese per partecipare alle feste agricole tradizionali.

La tradizione di suonare i tamburi reali Ŕ riservata a pochi suonatori che si tramandano questo onore e privilegio di padre in figlio. Oggi il rituale Ŕ stato adattato per lo spettacolo e gli eredi di questa antica tradizione affascinano con la loro maestria il pubblico di ogni parte del mondo. L’impressionante potenza sonora di questi tamburi, la bellezza dei costumi, la magia delle danze hanno fatto diventare i maestri percussionisti del Burundi uno dei gruppi pi¨ conosciuti dell’Africa Centrale. Le coreografie che accompagnano il suono dei tamburi presentano momenti di grande spettacolaritÓ e autentiche acrobazie.

L’orchestra Ŕ formata da una ventina di tamburi costruiti dai tronchi dell’albero umuvugangoma. Gli strumenti vengono disposti a semicerchio attorno al tamburo centrale inkiranya suonato dal solista. Alla sua destra ci sono i tamburi gravi amashako, la cui caratteristica Ŕ quella di eseguire un battito continuo, e alla sua sinistra i tamburi acuti ibishikizo che seguono il ritmo impartito dal tamburo centrale. Ogni percussionista si cimenta nel ruolo di solista, rivaleggiando con gli altri sia nella tecnica e nella fantasia esecutiva sia con dimostrazioni di danza che mettono in luce un’esuberanza vitale e un’energia soprendenti. L’intera rappresentazione si gioca dentro la relazione tra rispetto di regole formalizzate e spontaneitÓ in una dimensione che Ŕ prossima alla trance.

 

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