Fondazione Lavoratori Officine Galileo

Statuto

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Allegato "B" al Rep. 37259       Fasc.8910 del 22.05.2008

STATUTO

TITOLO I

Costituzione, Scopo, Durata, Sede

 

Art. 1.         E' costituita la "Fondazione Lavoratori Officine Galileo  F.L.O.G. Società Cooperativa", con sede nel Comune di Firenze.

 

Art. 2.               La F.L.O.G. è una Cooperativa apolitica e apartitica, senza  scopo di lucro, retta dai principi della mutualità che si propone il miglioramento delle condizioni morali ed economiche dei propri Soci promuovendo attività mutualistiche, favorendo il consumo cooperativo e partecipando alla organizzazione del loro tempo libero; la F.L.O.G. può comunque operare anche con terzi non soci. In  particolare  essa  è rivolta all'esercizio delle seguenti attività:

 

1)            Garantire  le condizioni necessarie per l'associazione in gruppi cooperativi e centri di interesse dei propri Soci;

 

2)            Gestire  spacci,  punti vendita, bar e impianti sportivi; organizzare iniziative di carattere culturale con particolare riferimento  alle  tradizioni musicali dei popoli del mondo e allo sviluppo della cultura cinematografica nel settore etno-musicale; organizzare iniziative di carattere sportivo, turistico e ricreativo;

 

3)            Promuovere attività mutualistiche e cooperative. Nell'ambito  delle  iniziative  di  carattere culturale, sono compresi  anche i corsi di Formazione e Specializzazione Professionale.

Nell'ambito delle attività mutualistiche, al fine di stimolare lo spirito di previdenza e risparmio dei Soci, viene istituita  una Sezione, disciplinata da apposito Regolamento, per la  raccolta  dei  prestiti limitata ai Soci ed effettuata esclusivamente  ai fini del conseguimento dell'oggetto sociale nel rispetto delle limitazioni previste dal successivo comma.

La società potrà  compiere tutte le operazioni commerciali, finanziarie, mobiliari  ed immobiliari, che saranno ritenute necessarie  od  utili dal Consiglio di amministrazione per il conseguimento  dell'oggetto sociale, con esclusione tassativa di  quelle  previste  dal  D.Lgs. 58/1998 e, comunque, con espressa  inibizione  delle attività di cui agli articoli 10 e 106  del D.Lgs. 1° settembre 1993 n. 385; potrà anche assumere,  non per il collocamento e comunque nei limiti di cui all'art. 2361 C.C., sia in Italia che all'estero, direttamente o  indirettamente, interessenze o partecipazioni in altre società  o imprese aventi oggetto analogo, affine o connesso al proprio; potrà infine concedere fideiussioni e garanzie anche reali a favore di terzi.

L'attività  della Cooperativa, pur sviluppandosi in varie Gestioni, ha carattere unitario.

 

 

Art. 3.             La durata della Società è fissata al 31 dicembre 2040 e potrà essere prorogata con deliberazione dell'Assemblea.

                         

TITOLO II

Soci cooperatori

 

Art. 4.               Il  numero dei Soci cooperatori è illimitato ma non potrà mai essere inferiore a 50 (cinquanta).

Come indicato nella denominazione sociale, l'accesso alla categoria di soci della Cooperativa era originariamente limitato ai dipendenti delle Officine Galileo.

A  seguito delle modifiche societarie e di quelle intervenute nelle relative realtà aziendali, è stato ampliato il requisito per l'accesso a socio della Cooperativa, permettendo l'ingresso  nella  compagine  sociale ai dipendenti delle società che sono succedute alle Officine Galileo e la permanenza nella  compagine  sociale ai pensionati delle Officine Galileo e delle società ad essa succedute.

Attualmente  i  requisiti  richiesti per l'ammissione a Socio cooperatore sono:

 

a)                 essere:

 

1)        dipendenti e pensionati di società che sono succedute alla società  d'origine  Officine Galileo e di quelle che succederanno in futuro a quest'ultime in seguito a fusioni, incorporazioni,  scorpori,  cessione  ecc., purché le società stesse riconoscono il ruolo sociale della Cooperativa e limitatamente  ai dipendenti in forza nelle sedi aziendali ubicate nelle Province di Firenze e Prato;

 

2)        dipendenti della F.L.O.G. Società Cooperativa stessa o di associazioni  la cui costituzione sia stata promossa esclusivamente  dai  soci  della  F.L.O.G. Società Cooperativa e che siano  riconosciute  tali dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'art. 26, terzo comma, lettera i) del presente statuto;

 

3)        familiari  di  primo grado dei soci dipendenti/pensionati delle società praelencate;

 

4)        dipendenti di società che intendano stabilire un rapporto con  la  F.L.O.G.  Società Cooperativa a vantaggio dei propri dipendenti,  riconoscendone  il  ruolo politico e sociale mediante  accordo  approvato  dal  Consiglio di Amministrazione della F.L.O.G.;

 

b)                 avere compiuto il diciottesimo anno di età;

 

c)                  non  esercitare una attività concorrente con quella della F.L.O.G. Società Cooperativa.

Inoltre  potranno  presentare una nuova domanda di ammissione alla qualifica di socio coloro che l'hanno persa o per esclusione  ai sensi del punto b) dell'art. 9 o per volontario recesso,  previo versamento dei contributi relativi alle annualità  pregresse  per un massimo di 5 (cinque) anni e la rimozione  dei  motivi di esclusione con l'assolvimento degli obblighi nei confronti della F.L.O.G..

Il libro soci dovrà indicare la categoria di appartenenza del socio cooperatore.

 

Art. 5.               Per diventare Socio cooperatore deve essere presentata  domanda  scritta al Consiglio di Amministrazione specificando  nome, cognome, residenza, luogo e data di nascita, codice  fiscale e Società o associazione della quale il richiedente è dipendente, il numero delle azioni da sottoscrivere e gli  eventuali  altri dati richiesti dal Consiglio di Amministrazione.

Chi  chiede di diventare Socio cooperatore dovrà dichiarare inoltre  di  avere  visionato e di accettare integralmente il presente Statuto ed i Regolamenti Interni.

 

Art. 6.              Il nuovo Socio deve:

 

a)                 pagare  la  tassa  di ammissione quale versamento a fondo perduto;

 

b)                 liberare le azioni sottoscritte e provvedere al versamento dell'eventuale sovrapprezzo azioni;

 

c)                  provvedere  al  versamento  dei contributi dovuti secondo quanto  deliberato  dal  Consiglio di Amministrazione, oppure secondo i Regolamenti interni.

 

Art. 7.     La qualità di Socio cooperatore si perde per morte, per recesso o per esclusione.

 

Art. 8.             Nel caso di morte di un Socio, gli eredi hanno diritto al rimborso delle azioni ai sensi dell'art. 2535 del Codice  Civile nella misura e con le modalità stabilite dall'Art.11.

Il recesso è consentito al Socio nei casi previsti dalla legge.

Al recesso si applicano le norme stabilite dall'art. 2532 del Codice Civile.

 

Art. 9.             Oltre che nei casi previsti dalla legge, il Consiglio di Amministrazione può deliberare l'esclusione del Socio cooperatore che:

 

a)                  non  osservi le disposizioni dell'Atto Costitutivo, dello Statuto  o dei  Regolamenti Interni o le deliberazioni degli Organi Sociali;

 

b)                 non adempia, senza giustificato motivo, agli obblighi assunti quale Socio verso la Cooperativa;

 

c)                  danneggi  in qualunque modo, sia moralmente che materialmente, la Cooperativa;

 

d)                eserciti una attività concorrente con quella della Cooperativa.

 

Art. 10.           I Soci cooperatori receduti, esclusi e gli eredi del Socio  deceduto hanno diritto al rimborso delle azioni sottoscritte  e  liberate, secondo il valore reale calcolato sulla base  del  Bilancio dell'esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente al Socio e, comunque, in misura mai superiore al valore nominale.

Il  rimborso  delle  azioni  dovrà avvenire entro centottanta giorni dalla data di approvazione del bilancio di cui al comma precedente.

 

Art. 11.           I Soci receduti, esclusi e gli eredi del Socio deceduto,  qualora  non richiedano il rimborso delle azioni entro un  anno  dal  momento  in cui ha effetto lo scioglimento del rapporto  sociale, decadono da ogni diritto al rimborso stesso, il cui importo verrà trasferito al Fondo di Riserva Legale.

                         

 

 

 

 

 

TITOLO III

Obbligazioni

 

Art. 12.           L'emissione di obbligazioni ordinarie è deliberata dall'organo amministrativo, mentre l'emissione di obbligazioni convertibili è deliberata dall'assemblea straordinaria.

 

Art. 13.           L'Assemblea, con apposita delibera adottata in sede straordinaria,  può  attribuire  all'organo amministrativo la facoltà di emettere in una o più volte obbligazioni convertibili sino ad un ammontare determinato e per il periodo massimo di cinque anni dalla data della deliberazione, esclusa comunque  la  facoltà di escludere o limitare il diritto di opzione spettante ai soci o ai possessori di altre obbligazioni convertibili.

Si  applicano  tutte  le altre disposizioni della Sezione VII Capo V del Libro V del Codice Civile.

 

                        

TITOLO IV

Azioni

 

Art. 14.         Il capitale della società è variabile e formato dai conferimenti dei Soci cooperatori ed è rappresentato da azioni  del valore nominale di euro 25,00 (venticinque/00) cadauna.

La  liberazione delle azioni sottoscritte dovrà essere effettuata entro il termine stabilito dal Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell'art. 26 del presente Statuto.

Ai sensi dell'art.2346, primo comma, Codice Civile, è esclusa l'emissione dei titoli azionari.

Le  azioni  non  possono  essere sottoposte a pegno o vincolo senza  autorizzazione  del Consiglio di Amministrazione; esse non  possono  in  nessun caso essere cedute, neppure ad altri soci, con effetto verso la Società.

Le azioni sottoscritte dai soci iscritti alla data del 15 dicembre  2004 conservano il valore nominale di euro 11,36 (undici virgola trentasei).

                      

Patrimonio Sociale

 

Art. 15.          Il Patrimonio Sociale è costituito:

 

a)                 dal Capitale Sociale;

 

b)                 dal Fondo di riserva da sovrapprezzo delle azioni;

 

c)                 dal Fondo di Riserva Legale;

 

d)                 da ogni altro Fondo non costituito a copertura di particolari rischi e in previsione di oneri futuri.

 

Il Fondo di Riserva Legale è costituito:

 

a)                  dall'accantonamento  di  una quota, non inferiore al 30%, dell'Utile Netto di Esercizio;

b)                 dalla tassa di ammissione versata dai Soci di cui all'Art. 6, lettera a);

 

c)                  dalle azioni per le quali i Soci cooperatori siano decaduti dal diritto al rimborso ai sensi dell'Art. 11.

 

TITOLO V

Organi Sociali

 

Art. 16.          L'Assemblea si riunisce e delibera in sede ordinaria e/o straordinaria.

La  convocazione,  anche  in luogo diverso dalla sede legale, purché in Italia, deve essere effettuata dagli amministratori mediante  avviso contenente le materie all'ordine del giorno, il  luogo, la data e l'ora dell'adunanza della prima ed eventualmente della seconda convocazione, secondo le seguenti alternative modalità:

 

a)                  avviso da comunicarsi a ciascun socio a mezzo lettera raccomandata  con  avviso di ricevimento, oppure con altro mezzo che  garantisca  la  prova dell'avvenuto ricevimento da parte dei  soci, spedito almeno 8 (otto) giorni prima della data in cui si terrà l'assemblea;

 

b)                 avviso  da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica  almeno 15 (quindici) giorni prima di quello fissato per l'adunanza;

 

c)                  avviso da pubblicarsi sul quotidiano LA NAZIONE o sul quotidiano  LA  REPUBBLICA almeno 15 (quindici) giorni prima di quello fissato per l'adunanza.

 

In mancanza dell'adempimento delle formalità di cui al secondo  comma,  comunque, l'Assemblea sarà validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i Soci con diritto di voto, la maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale, se nominato.

In  tale ipotesi ciascuno dei partecipanti potrà opporsi alla discussione  degli  argomenti sui quali ritenga di non essere sufficientemente informato.

L'Assemblea  dovrà  essere  convocata  in  sede  ordinaria  o straordinaria, a seconda delle materie da trattare, quando ne sia  fatta  domanda da tanti soci che rappresentino almeno un decimo dei voti spettanti a tutti i soci e nella domanda siano indicati gli argomenti da trattare.

In  questi  ultimi casi la convocazione deve aver luogo senza indugio  e comunque entro venti giorni dalla data del ricevimento della richiesta.

La convocazione su richiesta dei soci non è ammessa per argomenti  sui  quali  l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta  degli  amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.

 

Art. 17.          L'Assemblea in sede ordinaria:

a)                 approva il Bilancio;

 

b)                 nomina e revoca gli Amministratori;

 

c)                  nomina e revoca il Collegio Sindacale, se obbligatorio per legge o se ritenuto opportuno, e ne determina il compenso;

 

d)                 nomina il soggetto cui è demandato il controllo contabile ai  sensi dell'articolo 2409 bis C.C., e ne determina il compenso per l'intera durata dell'incarico;

 

e)                 approva i Regolamenti;

 

f)                  delibera  sulle responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci  e del soggetto incaricato del controllo contabile ai sensi dell'articolo 2409 bis C.C.;

 

g)                 delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge o dal presente statuto alla sua competenza, nonché sulle autorizzazioni  eventualmente  richieste  dalla legge, dallo statuto o dagli  amministratori  per il compimento degli atti di questi ultimi.

 

Art. 18.           L'Assemblea in sede straordinaria delibera sugli argomenti di cui all'art. 2365 Codice Civile.

 

Art. 19.           In prima convocazione l'Assemblea, sia in sede ordinaria  che  in  sede straordinaria, è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei Soci aventi diritto di voto.

In  seconda  convocazione  l'Assemblea, sia in sede ordinaria che  in sede straordinaria, è regolarmente costituita qualunque  sia il numero dei Soci intervenuti aventi diritto di voto.

L'Assemblea  in prima convocazione, sia in sede ordinaria che straordinaria, delibera a maggioranza assoluta, mentre in seconda  convocazione, sia in sede ordinaria che straordinaria, delibera a maggioranza dei presenti.

Tuttavia  per le delibere assembleari sia in prima che in seconda  convocazione,  aventi per oggetto lo scioglimento o la liquidazione della Cooperativa è necessario il voto favorevole  della maggioranza assoluta dei Soci aventi diritto di voto.

La  seconda  convocazione deve avere luogo almeno 24 ore dopo la prima.

 

Art. 20.           Per le votazioni si procederà col sistema della alzata di mano; per le elezioni delle Cariche Sociali, o quando la  delibera ha per destinatario una persona fisica, è obbligatorio lo scrutinio segreto, salvo diversa unanime decisione dell'Assemblea.

 

Art. 21.           Hanno diritto di intervento in assemblea i soci iscritti  nel libro soci alla data di convocazione dell'assemblea.

Hanno  diritto al voto nelle Assemblee i Soci cooperatori che risultino iscritti nel Libro Soci da almeno novanta giorni.

Ogni  Socio  cooperatore ha diritto ad un solo voto qualunque sia il numero delle azioni possedute ed il loro valore.

Il Socio, in caso di malattia o di comprovato impedimento risultanti  da  certificazione scritta, può farsi rappresentare in Assemblea da altro Socio avente diritto di voto, non Amministratore,  non  Sindaco e non dipendente della Cooperativa, mediante delega scritta.

Ogni Socio delegato non può rappresentare più di tre Soci con deleghe separate per ognuno di essi.

Le  deleghe  devono essere menzionate nel verbale dell'assemblea e conservate tra gli atti Sociali.

 

Art. 22.           L'Assemblea, sia in sede ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione;  in sua assenza dal Consigliere delegato ove esista o, in  mancanza,  dall'Amministratore  più anziano di età o, ove essa lo deliberi, dal Socio cooperatore eletto dall'Assemblea stessa.

 

L'Assemblea nomina un Segretario e due Scrutatori.

Le  delibere dell'Assemblea ordinaria devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Il  verbale  dell'Assemblea straordinaria deve essere redatto da un Notaio.

 

Art. 23.          La Cooperativa è amministrata da un Consiglio di Amministrazione.

Gli Amministratori devono essere scelti tra i Soci cooperatori,  sono rieleggibili nei limiti di quanto previsto per legge,  e  restano in carica per tre esercizi e più precisamente fino  alla data di approvazione del Bilancio di Esercizio relativo al terzo esercizio del loro mandato.

Il  Consiglio di Amministrazione è costituito da un numero di membri variabile non inferiore a 10 (dieci) e non superiore a 20 (venti).

Il  numero  dei componenti il Consiglio viene deliberato dall'assemblea  nella stessa riunione in cui si provvede alla elezione dei membri del Consiglio.

Nella  scelta degli Amministratori l'Assemblea, in considerazione  del particolare interesse che la categoria dei soci di cui all'art. 4 comma 4, lett. a) punto 1), rivestono nell'attività  della  cooperativa,  dovrà  deliberare l'elezione del nuovo  Consiglio  di Amministrazione sulla base di non più di due  liste, riservando alla lista dei soci della predetta categoria  almeno l'80% (ottanta per cento) (arrotondato all'unità  superiore)  dei posti in Consiglio di Amministrazione e gli  eventuali  posti residui alla lista dei soci delle altre categorie;  le  liste vengono formate sulla base delle risultanze del libro soci.

Rispettata  la  suddetta condizione, l'assemblea avrà cura di eleggere  soci  cooperatori che rappresentino tutte le realtà del corpo sociale da cui è composta la Cooperativa.

La  carica di amministratore è incompatibile con l'essere dipendente della Cooperativa, delle Associazioni o delle società partecipate di cui all'art. 2 dello statuto.

Può  assistere  ai lavori del Consiglio di Amministrazione un rappresentante  indicato da ogni società che, in virtù di accordi  con la F.L.O.G., eroga contributi liberali alla Cooperativa.

Gli  amministratori  decadono  dalla carica qualora vengano a perdere la qualifica di socio cooperatore.

Nessuna  retribuzione è loro dovuta per la loro attività collegiale; compete invece il rimborso delle spese sostenute per l'espletamento del loro mandato.

Pur tuttavia, il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere  del Collegio Sindacale, se nominato, può sempre deliberare la corresponsione di un compenso a favore dei membri del Consiglio investiti di particolari cariche.

 

Art. 24.           Nella prima riunione dopo la sua elezione, il Consiglio di Amministrazione deve eleggere:

 

a)                 il Presidente;

 

b)                 due Vicepresidenti;

 

c)                 il Segretario.

 

Nella stessa riunione il Consiglio di Amministrazione può nominare,  per  le attività per le quali la Cooperativa ritiene di  non  avvalersi di organizzazioni specifiche del settore e comunque  per  le  attività mutualistiche, i Direttori di Gestione ed i loro Consigli di Gestione tra i Soci cooperatori.

 

Art. 25.           Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte che egli lo riterrà opportuno o quando sia stata fatta domanda da almeno tre Amministratori.

La  convocazione  del Consiglio verrà fatta mediante lettera, fax,  telegramma,  e-mail,  da inviarsi agli Amministratori e Sindaci,  se  nominati, almeno cinque giorni prima della riunione,  oppure  nei  casi di urgenza, almeno un giorno libero prima dell'adunanza.

L'avviso  di convocazione, da comunicarsi in forma scritta agli  Amministratori  ed ai Sindaci, se nominati, contiene: il luogo,  la data e l'ora della riunione e l'elenco degli argomenti all'Ordine del Giorno.

Le  adunanze  sono valide quando intervenga almeno la maggioranza degli Amministratori in carica.

In mancanza del Presidente ne farà le veci il Vice Presidente più anziano di età oppure in mancanza, l'altro Vice Presidente oppure, in mancanza, il consigliere più anziano di età.

Le  deliberazioni del Consiglio devono essere verbalizzate in apposito registro e firmate dal Presidente e dal Segretario.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.

Le votazioni sono normalmente palesi; sono invece a scrutinio segreto  quando ciò sia richiesto anche da un solo Consigliere, oppure quando si tratti di argomenti nei quali sono interessati  gli Amministratori, i Sindaci oppure loro parenti ed affini fino al terzo grado.

A parità di voti, nelle votazioni palesi, prevale il voto del Presidente; in quelle a scrutinio segreto, la parità dei voti comporta la reiezione della proposta.

Oltre  che  nei  casi previsti per legge, decade dalla carica l'Amministratore che, senza giustificato motivo, non partecipa a tre riunioni consecutive del Consiglio.

 

Art. 26.           Il Consiglio di Amministrazione è investito dei pù ampi  poteri  per la gestione ordinaria e straordinaria della Società.

Può  pertanto  deliberare  su  tutti  gli atti di ordinaria e straordinaria  amministrazione che rientrano nell'oggetto sociale, fatta eccezione di quelli che per legge o in base allo statuto, sono di esclusiva competenza dell'assemblea.

A titolo esemplificativo ma non esaustivo il Consiglio:

 

a)                 cura l'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea;

 

b)                 delibera  in merito alla ammissione dei Soci cooperatori, determinando  la tassa di ammissione ed i contributi annuali, le  loro  modalità di pagamento e quelle di liberazione delle azioni sottoscritte;

 

c)                 delibera in merito al recesso ed alla esclusione dei Soci cooperatori;

 

d)                 adempie a tutte le funzioni ed esercita tutti i poteri demandatigli dalla legge e dal presente Statuto;

 

e)                 convoca le Assemblee ordinarie e straordinarie;

 

f)                  redige i Bilanci e relativi allegati ed i rendiconti;

 

g)                 redige i Regolamenti relativi al funzionamento della Cooperativa ed alle singole Gestioni;

 

h)                 delibera sulle assunzioni e sui licenziamenti dei lavoratori alle dipendenze della Cooperativa;

 

i)                   delibera gli investimenti immobiliari nell'interesse delle attività sociali;

 

l)                   riconosce  quali sono le Associazioni la cui costituzione sia stata promossa esclusivamente tra i Soci della Cooperativa ai sensi dell'Art. 4.

 

 

Art. 27.           Il Presidente del Consiglio di Amministrazione rappresenta  legalmente  la  Cooperativa di fronte a terzi ed in giudizio  con  facoltà di promuovere e sostenere azioni od istanze giudiziarie ed amministrative per ogni grado di giurisdizione  od anche per giudizi di revocazione o Cassazione, o di nominare all'uopo avvocati o procuratori alle liti.

Il  Consiglio può delegare, ad eccezione della concessione di fidejussioni  o  garanzie anche reali a favore di terzi e nel rispetto dei limiti previsti dall'art.2381, 4 comma, C.C., in tutto  o in parte i propri poteri al Presidente, ed in parte  anche  a  singoli consiglieri nonché, con procura speciale, a terzi non Soci o impiegati della Società.

I Vice Presidenti coadiuvano in tutto il Presidente e, in sua assenza e/o impedimento, ne assumono tutte le attribuzioni.

 

Art. 28.           Il Segretario redige, d'accordo con il Presidente, gli  Ordini  del Giorno che formeranno oggetto delle Riunioni Consiliari, gli avvisi riguardanti le convocazioni del Consiglio  e della Assemblea, trasmette gli inviti per le adunanze del  Consiglio di Amministrazione, tiene ed aggiorna il Libro dei Soci e i Libri delle Adunanze del Consiglio e dell'Assemblea.

Inoltre,  egli  prende  visione di tutta la corrispondenza in arrivo che trasmette agli Organi della Cooperativa, cura personalmente  l'archivio sociale, la corrispondenza non commerciale e quella del Presidente.

 

Art. 29.           Il Collegio Sindacale, se obbligatorio per legge o comunque se nominato, si compone di tre membri effettivi e di due supplenti eletti dall'Assemblea dei Soci, anche tra i non Soci.

L'Assemblea elegge il Presidente del Collegio Sindacale tra i Sindaci Effettivi.

I  Sindaci durano in carica tre esercizi, possono essere rieletti, e scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della loro carica.

La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il Collegio è stato ricostituito.

Il compenso annuale dei Sindaci è determinata dalla Assemblea all'atto  della  nomina,  per l'intero periodo di durata dell'Ufficio.

 

Art. 30.           Il Collegio Sindacale, ai sensi dell'art. 2403 Codice  Civile, controlla l'amministrazione della Società, vigila sull'osservanza  delle  leggi e del presente statuto, sul rispetto  dei principi di corretta amministrazione ed in particolare  sull'adeguatezza  dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento, predisponendo altresì la relazione prevista dall'articolo 2429 Codice Civile.

I sindaci, che possono in ogni momento provvedere anche individualmente  ad  atti di ispezione e controllo, devono effettuare gli accertamenti periodici e quanto altro stabilito per legge.

Di  ogni ispezione anche individuale dovrà compilarsi verbale da trascrivere nell'apposito libro.

Ricorrendo  i presupposti di cui all'articolo 2409 bis Codice Civile,  l'Assemblea  può  attribuire ai sindaci il controllo contabile.

In  tal  caso il Collegio Sindacale deve essere costituito da revisori  contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia.

 

Art. 31.           Il controllo contabile è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione, iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia oppure, nell'ipotesi  di cui all'ultimo comma dell'articolo precedente, dal Collegio Sindacale.

Il soggetto incaricato del controllo contabile:

 

-                   verifica nel corso dell'esercizio e con periodicità almeno trimestrale,  la  regolare tenuta della contabilità sociale e la  corretta  rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione;

 

-                     verifica se il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio  consolidato,  corrispondono  alle  risultanze  delle  scritture  contabili  e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme che li disciplinano;

 

-                     esprime con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, ove redatto.

 

L'incarico  di controllo contabile ha durata di tre esercizi, con  scadenza alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell'incarico.

 

 

TITOLO VI

Esercizio Sociale – Bilancio

 

Art. 32.           L'esercizio amministrativo ha inizio il primo Gennaio e termina il 31 Dicembre di ogni anno solare.

Alla  fine  di ogni esercizio amministrativo, il Consiglio di Amministrazione  provvede  alla compilazione del Bilancio, ai sensi degli artt. 2423 e seguenti del Codice Civile.

Il bilancio deve essere presentato all'Assemblea dei soci per l'approvazione entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio  sociale, ovvero entro centottanta giorni qualora la Società  sia  tenuta  alla redazione del bilancio consolidato oppure quando lo richiedano particolari esigenze relative alla  struttura ed all'oggetto della Società, indicate dall'organo  amministrativo  nella  relazione sulla gestione, ovvero nella  nota  integrativa qualora il bilancio venga redatto in forma abbreviata.

Gli utili risultanti dal bilancio sociale saranno così ripartiti:

 

a)                  almeno  il  30%  al Fondo di Riserva Legale qualunque sia l'ammontare da questo raggiunto;

 

b)                 una quota degli utili, nella misura stabilita dall'art. 11 della  Legge  numero 59/92 e successive modifiche ed integrazioni,  deve  essere destinata alla costituzione e all'incremento  dei Fondi Mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;

 

c)                  una quota degli utili, su proposta del Consiglio di Amministrazione, alla costituzione ed incremento dei Fondi di cui al comma 1, lettera d), dell'Art. 15 del presente Statuto.

 

L'Assemblea  può  comunque deliberare che, in deroga alle disposizioni di cui al comma precedente, la totalità degli utili  di esercizio, dedotta la quota da destinarsi ai Fondi Mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui al precedente punto b), siano accantonati nel Fondo di Riserva  Legale  e/o nei Fondi di cui al comma 1, lettera d), dell'Art. 15 del presente Statuto.

 

Art. 33.          E' vietata la distribuzione ai soci di dividendi.

E' vietata la distribuzione di riserve a favore dei Soci cooperatori sia durante la vita sociale, sia in caso di scioglimento della Società.

In  caso  di  scioglimento della Società, l'intero patrimonio sociale,  dedotto  soltanto il rimborso del capitale sociale, deve  essere devoluto ai Fondi Mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

 

Art. 34.           Il bilancio annuale espone il Risultato Economico e Finanziario  complessivo  delle varie attività della Società, tenendo  però distinti i risultati relativi alla Gestione Mutualità.

 

Art. 35.           In nessun caso potrà essere consentito che dal Fondo Ordinario  della Gestione Mutualità, alimentato con i contributi dei Soci cooperatori, siano effettuati storni definitivi di  somme per il soddisfacimento di altri impegni sociali assunti dalla Società.

                         

 

 

TITOLO VII

Gestioni Interne

 

Art. 36.           (Ristorni) L'assemblea che approva il bilancio può deliberare,  su proposta dell'organo amministrativo, in materia  di ristorno ai soci cooperatori, nel rispetto dei limiti e  delle  condizioni stabilite dalla normativa vigente, dalle disposizioni del presente statuto e dal relativo apposito regolamento.

Il  ristorno è ripartito tra i soci cooperatori proporzionalmente alla qualità e alla quantità degli scambi mutualistici, in  conformità  con i criteri stabiliti dall'apposito regolamento.

L'assemblea  può  deliberare la ripartizione dei ristorni per ciascun socio cooperatore:

 

a)                 in forma liquida;

 

b)                 mediante aumento proporzionale delle quote.

 

Art. 37.           I Direttori di Gestione sono preposti alla direzione delle Gestioni delle attività della Cooperativa.

Ognuno di essi, coadiuvato da un Consiglio di Gestione, è responsabile  del regolare funzionamento della Gestione affidatagli dal Consiglio di Amministrazione.

Ognuno  di  essi deve attenersi alle norme contenute nel presente  Statuto e nel Regolamento di Gestione o alle direttive di  massima impartite, secondo i casi, dal Consiglio di Amministrazione.

I  Direttori  di Gestione, non facenti parte del Consiglio di Amministrazione, possono partecipare in veste consultiva alle riunioni  del  Consiglio  di Amministrazione secondo modalità stabilite da apposito Regolamento.

I  Direttori  di  Gestione  saranno chiamati a relazionare al Consiglio  di Amministrazione sull'attività della propria Gestione.

I  Direttori di Gestione rimangono in carica per tutto il periodo  di tempo in cui rimane in carica il Consiglio di Amministrazione che li ha nominati.

 

Art. 38.          Il Consiglio di Gestione è formato da:

 

-                     un Segretario di Gestione che coadiuva il Direttore di Gestione  e lo sostituisce di diritto nel caso di sua assenza o impedimento;

 

-                     da più Consiglieri, il cui numero è definito nei rispettivi Regolamenti di Gestione.

 

Il Consiglio di Gestione è l'organo operativo che, nell'ambito delle direttive impartite dal Consiglio di Amministrazione della  Cooperativa,  assegna obiettivi alla propria gestione, ne controlla il conseguimento, formula propri bilanci, propone al Consiglio di Amministrazione investimenti e programmi.

Il Consiglio di Gestione rimane in carica per tutto il periodo  di  tempo in cui rimane in carica il Consiglio di Amministrazione che lo ha nominato.

 

Art. 39.           Il funzionamento tecnico e amministrativo delle singole  Gestioni  dovrà essere disciplinato da appositi Regolamenti approvati dall'Assemblea.

 

Art. 40.           Potranno  essere stabilite ulteriori iniziative di carattere  sociale e finanziario, non previste negli articoli precedenti, come finalità immediate della Cooperativa.

Tali  provvedimenti  potranno  essere  stabiliti, di volta in volta,  dal Consiglio di Amministrazione negli appositi Regolamenti,  sempre  che  ciò non renda necessario un aumento di contributi a carico dei Soci.

In  tale  ultimo  caso dovrà essere convocata l'Assemblea dei Soci per deliberare in merito.

 

 

TITOLO VIII

Disposizioni Generali e Finali

 

Art. 41.           Se in qualche periodo dell'anno le disponibilità finanziarie  della  Gestione Mutualità non potessero far fronte al pagamento integrale dell'indennità di malattia, a causa di un  notevole improvviso aumento di Soci cooperatori ammalati, il  Consiglio di Amministrazione potrà decidere la temporanea diminuzione  delle indennità in proporzione del Fondo Ordinario della Gestione Mutualità disponibile.

Se invece gli aumenti degli oneri per far fronte alle prestazioni non dovessero dipendere da cause temporanee o stagionali,  ma  da cause permanenti, l'Assemblea dei Soci, appositamente  convocata  in seduta straordinaria, dovrà pronunciarsi sull'alternativa  di un aumento dei contributi o di riduzione delle indennità.

 

Art. 42.           In  qualunque  caso di scioglimento della Società, l'Assemblea, con le maggioranze stabilita dall'Art. 19, nominerà uno o più liquidatori, preferibilmente fra i Soci cooperatori, stabilendone i poteri.

 

Art. 43.           Per quanto non previsto e regolato dal presente Statuto e relativi Regolamenti, valgono le norme del vigente Codice  Civile  in  materia di società per azioni e delle Leggi Speciali sulla Cooperazione.

 

 

 

F.TO  FABIO NINCI                F.TO  GIOVANNA ACQUISTI NOTAIO

 

 

 

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